Personaggi

Prophilax, Nanowar e Ciementificio: La Notte Nera!

12 Set , 2014  

La Notte Nera Pescara

Che cos’è La Notte Nera? La Notte Nera è “Il più grande concentrato di musica d̶e̶m̶e̶n̶z̶i̶a̶l̶e̶ colta e per un pubblico di grandi intenditori” e soprattutto come si fa a concentrare in un festival cotanta colta demenza?

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Il Majella Sound Camp supporta la scena musicale abruzzese.

25 Giu , 2014  

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Festival di Arte, Musica e Natura che si tiene il 27 / 28 / 29 Giugno a San Valentino, in provincia di Pescara. Sarete liberi di campeggiare e potrete entrare gratis ad ogni evento. Al Majella sound camp il tempo rallenta la sua corsa, almeno l’anno scorso è stato così:

Majella sound camp 2013 – SubcityTV

Il Majella Sound Camp raccoglie le migliori esperienze degli happening collettivi dei festival musicali europei e le colloca in una dimensione intima che valorizza le risorse locali. La risorsa locale che l’organizzazione ha deciso di valorizzare più di tutte, in questa edizione, è la Musica. Quest’anno infatti, il Majella sound camp ha deciso di puntare sulla scena musicale nostrana ma non banalmente, chiamando a suonare un paio di gruppi locali, ma attivamente, organizzando un dibattito finalizzato alla creazione di una “rete a supporto della scena musicale abruzzese”: una comunione di intenti per poter abbattere i problemi economici, le distanze, le abitudini e i problemi tecnici che hanno sempre sfavorito il nascere di spazi comuni o locali, club in cui poter offrire, ascoltare e vivere esperienze musicali edificanti.

Alex Maiorano and The Black Tales – venerdì 27 Giugno @ Majella Sound Camp

Domenica 29 Giugno alle 16,30 si incontreranno band e musicisti locali, etichette discografiche e agenzie di booking, uffici stampa e organizzatori di eventi: Umberto Palazzo, Paolo Visci (Indie Rocket Festival), Alberto Quadri (Quadri Project), Raffaella tenaglia (Pixie promotion), Paolo Paolucci (Onde Sonore festival) DeAmbula record, Dischi del Minollo, Protosound, V4V, Ridens Record, Twelve record e tanti altri che non stiamo qui ad elencare, ma fondamentali per la riuscita del dibattito.

Lo scopo di tanto assembleare è la raccolta di idee volta allo sviluppo di azioni concrete atte a coordinare le esigenze degli organizzatori di eventi musicali (locali, festival eccetera) con i musicisti, le etichette discografiche e le agenzie di booking che ne sono protagonisti, li supportano e li promuovono al pubblico.

Il Pubblico, l’audience, deve essere il punto di partenza delle azioni. A questo proposito il nostro sito ha intervistato Alberto Quadri, del Quadri project, coach musicale che individua proprio nel pubblico il primo aspetto su cui lavorare. Vi anticipo che, secondo Quadri, il primo passo devono compierlo i musicisti stessi, andando ad ascoltare i concerti dei loro colleghi, e viceversa. Il supporto reciproco tra musicisti e il passaparola affolla i locali che puntano ad una programmazione di musica dal vivo inedita e a kilometro zero. Più pubblico nel locale che propone musica originale di qualità = più serate di musica originale di qualità: questa equazione è tanto conosciuta quanto spesso dimenticata dalla maggioranza degli interessati allo sviluppo della scena musicale, scrivente compreso.

Sonic Jesus – sabato 28 Giugno @ Majella Sound Camp

Dopo il dibattito, a cui il nostro sito interverrà, proponendo delle idee editoriali a supporto della scena musicale abruzzese, si tornerà beati ad ascoltare dell’ottima musica dal vivo. Immersi nel paradisiaco “Boschetto” di San Valentino potrete gustarvi alle 18 i Giuradei, pronti a deliziarci col cantautorato rock del buon Ettore.

I Giuradei – Domenica 29 Giugno @ Majella Sound Camp

La Domenica del Majella Sound Camp propone altri due gruppi musicali, rigorosamente a kilometro zero, I Giorni dell’Assenzio e In soul veritas, a chiudere la serata il dj-set di Stefano D’Elia.

Domenica è il giorno in cui si parlerà anche di lavoro e cooperative, alle ore 15,30, nel fresco delle piazzole attrezzate e lontani dai frastuoni dei soundcheck provenienti dal palco principale. Dalle 10 del mattino in poi il Boschetto sarà animato da “La Fiera della Domenica”: contadini, artigiani, giochi per bambini e laboratori, parole che fanno rima con eco sostenibilità, beni comuni, autogestione, eventi a rifiuti zero e pranzi genuini.

Per le giornate di Venerdì e Sabato potete consultare il programma che segue:

Programma Majella Sound Camp 2014


Venerdì 27 Giugno (21.00 – 02.00)

Vinyl Area
Dj Federico F
The Funky Photographer

Main Stage
Alex Maiorano and The Black Tales
Radio Shakedown
Dr.Quentin
Horobi (Dj + Visual Set)

Jungle Stage
Emanuele Scipione
Legal & Subject
mc Storm

Radio Shakedown

Saturday 28 June (18.00 – 02.30)

Vinyl Area
Dj Rebel Suonho
Dj Mao

Main Stage

Sonic Jesus
Above the Tree & Drum Ensemble du Beat
Kill Your Boyfriend
Mica and the Bastard Kollektiv (Dj + Visual Set)

Jungle Stage
Sleng Teng + (Fat Friday’s Squad)
Rude Massive

Above the Tree & Drum Ensemble du Beat 

 

http://www.majellasoundcamp.com/

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Un coach musicale al Majella Sound Camp: Alberto Quadri [intervista]

24 Giu , 2014  

Alberto Quadri coach band emergenti

Uno scambio di battute con Alberto Quadri, musicista e titolare del blog di coaching per musicisti e band emergenti che risponde al nome di Quadri Project. Un Roberto Re del rock? No, prima di bollare il Quadri come l’ennesimo invasato che vuole iniettarvi autostima per endovena, vi invito a conoscerlo e ad approfondire il suo progetto, forte del quale parteciperà al dibattito sulla “creazione di una rete a supporto della scena musicale abruzzese” che si terrà il 29 Giugno a San Valentino (Pescara), all’interno del Majella Sound Camp Festival.

Prima di parlare di musica, la domanda che ci prude sulla lingua è la più scontata: Che cosa fa un coach musicale?

In realtà la mia figura è più’ simile al Life Coach di un progetto musicale perchè mi focalizzo sulla vita e sviluppo di un progetto musicale visto nell’ottica dell’auto-promozione. Sono come un personal coach sportivo che ti aiuta a creare la giusta scheda-allenamento mirata al raggiungimento di un obiettivo.

Poi controllo che gli esercizi vengano fatti nel modo giusto e nel caso suggerisco dei cambiamenti, se i risultati tardano ad arrivare. Praticamente vedo il progetto musicale da un punto di vista esterno, visuale che normalmente la band non riesce a vedere perché troppo coinvolta. Poi, perché i muscoli (progetti) crescano , le flessioni le devono fare le band. Non sono un servizio dove paghi per avere un lavoro già fatto.

La seconda domanda, dopo esserci grattati la lingua con la prima, è: In che modo Alberto Quadri e l’Alberto Quadri project aiutano le band emergenti a migliorare se stesse?

Innanzitutto dedico del tempo con le band per capire bene qual’è l’obiettivo che si vuole raggiungere. Molto spesso mi trovo a parlare con musicisti che credono di avere degli obiettivi validi ma confrontandoci si scopre che sono troppo vaghi e questo provoca un dispendio di energie e tempi che portano la band a girare attorno all’obiettivo senza mai centrarlo.

A seguire, quando si ha un obiettivo valido e concreto, si costruisce una road map che ci mantenga sulla strada giusta da seguire. Si creano delle check list settimanali per vedere quali punti si sono raggiunti e quali no, in modo da aggiustare il tiro. Insomma si procede passo per passo, punto per punto.

Quali sono i 3 gruppi abruzzesi che risultano più conosciuti fuori regione?

Non sono particolarmente informato sulla scena musicale abruzzese ma il primo nome che mi viene in mente sono il Management del dolore post-operatorio che sento nominare più di tutti. Il Management spinge bene l’informazione, anche grazie a Facebook: con i suoi 29.000 likes sulla pagina ha un bacino di ascoltatori non indifferente e questo sicuramente gioca un ruolo importante nella promozione del progetto musicale.
Un altro personaggio che conosco della scena abruzzese è il cantautore Francesco Costantini, conosciuto durante un mio seminario sull’auto-promozione al Meeting etichette indipendenti (MEI) di Faenza. Costantini segue attivamente il mio blog.

 Francesco Costantini – Canzone piccola

Per la serie master chef è un format da copiare: quali sono gli ingredienti necessari per la creazione di una scena musicale propositiva e utile allo sviluppo e alla diffusione della musica di qualità?

Sicuramente ci dev’essere sinergia tra tutti i principali attori  della scena: musicisti, operatori del settore quali studi di registrazione/etichette e i locali. Se manca uno solo di questi componenti il meccanismo non funziona bene e questo si ripercuote su tutta la musica.

Altro fattore fondamentale è evitare di concentrarsi principalmente sull’aspetto economico di questa scena musicale.L’esclusiva attenzione nei confronti del lato economico della musica limiterebbe molto lo svilupparsi di idee innovative ed originali.

Come scriveva Roger Water “Money it’s a gas”: secondo te, come si crea interesse imprenditoriale e si attirano investimenti, anche piccoli, nel settore musicale?

Sicuramente per creare interesse imprenditoriale attorno alla musica, ci dev’essere prima l’interesse della gente comune. Riportare i giovani a sentire musica dal vivo di qualità è un primo passo. Bisogna far partire il bisogno dalla fine della catena: dal pubblico. Ogni business gira attorno alle richieste della gente dunque anche quello musicale non è di meno.

C’è bisogno anche di ricreare una cultura musicale basata su musica emergente che con il tempo è andata persa e questo lo si può’ fare proponendo spettacoli di qualità, visto che ultimamente se ne vedono pochi. L’ascoltatore si è abituato alla mediocrità perché sommerso da musica qualitativamente medio/bassa, a causa della facilità con cui internet permette di creare e veicolare progetti musicali fatti in casa.

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Management del dolore post – operatorio

Da buon coach, sapresti delinearci quali sono i primi passi per la creazione della rete a supporto della scena musicale abruzzese, argomento del dibattito di Domenica 28 giugno al Majella Sound camp?

Non esiste una formula magica che ci possa aiutare ad escogitare la soluzione perfetta, né tanto meno una bacchetta magica che la faccia apparire senza sforzi. La rete va creata partendo dalle basi: i musicisti.

E’ indispensabile che si crei una forte sinergia tra le band per supportare le iniziative che locali e operatori del music business possono mettere in atto. Mi riferisco al fatto che, oltre alla poca gente che supporta la musica live, sempre meno musicisti vanno a sentire e supportare le band emergenti della loro zona. Credo che il primo passo sia quello di riportare la gente nei locali per ascoltare la musica vera, quella suonata con anima e corpo, sudata e viscerale. Ma perché ci sia gente, i musicisti devono essere in prima linea seguendo le altre band , che poi faranno lo stesso con loro. Questo meccanismo crea interesse, incuriosisce e innesca il passaparola del tipo “ ieri sono stato al xxx, sai quanta gente? Musica che spaccava veramente! “ Da qui poi parte il tam tam sui social network, questo è l’inizio di una piccola fiamma di rinascita. Di locale in locale, di manifestazione in manifestazione, se il gruppo di musicisti locali si divide per andare a supportare la musica emergente della propria zona, si sono mosse le acque.

Per lo svilupparsi di questo meccanismo ci vuole il supporto degli operatori musicali che organizzano e sponsorizzano eventi costruiti su misura per innescare questo movimento che incentiva il supporto reciproco tra le band. Si può’ pensare, ad esempio, ad una forma associativa dove questi musicisti, supportando le band nei locali o manifestazioni, abbiano particolari sconti su bibite, cibo, strumenti musicali ecc.. coinvolgendo pian piano tutti i settori che ruotano attorno alla musica.
Per ora sono solo idee, di base ci dev’essere la ferma volontà di far ripartire un mondo musicale che sembra soffrire di una malattia incurabile ma in realtà necessita solo di più attenzione.

Grazie per la tua disponibilità , un saluto da Subcity.it, ci vediamo Domenica al Majella sound camp.

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6 anni di Tube Cult Fest: ce ne parla il suo creatore Davide Straccione [intervista].

16 Apr , 2014  

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Portiamo i nostri rispetti a mister Davide Straccione, front-man degli Zippo e creatore del Tube Cult Fest, il festival più rumoroso dell’Adriatico: stoner, doom, hard’n heavy rock, sludge e altri generi ad alti decibel sono i suoi connotati. Venerdì 18 aprile e Sabato 19 aprile sono i suoi giorni di vita.

Ciao Davide, ma dopo 6 anni di Tube Cult Fest la città di Pescara e l’Abruzzo come hanno recepito il verbo tubcultiano e le sue assordanti proposte musicali?
Sto ancora cercando di capirlo. L’iconografia del valvolone sta entrando piano piano nell’immaginario collettivo, il nome è sulla bocca di tutti ed è in costante crescita, ma solo i più audaci osano addentrarsi tra chitarroni distorti e ritmi ossessivi, perché se non si è avvezzi c’è il rischio di bruciarsi. Il festival è stato per le prime 4 edizioni totalmente gratuito, ma crescendo sono cresciute anche le spese, ed ora è impensabile pagare le band solo spillando birrette. Pescara è estremamente fortunata ad avere il Tube Cult Fest, solo che non lo sa.

 

Non capire il Tube Cult Fest è un problema di spazio: quale sarebbe la location dei tuoi sogni per il Fest a Pescara?
Un posto come l’ex Cofa sarebbe uno spazio incredibilmente valido per un festival del genere, ma viviamo in una città che non sfrutta appieno le proprie potenzialità. Un posto del genere in qualsiasi altro Paese d’Europa sarebbe considerato un bene prezioso, verrebbe recuperato/valorizzato (mai sentito parlare dei Ruins Pub a Budapest?), ma non qui: più ponti, più rotonde, meno centri di aggregazione. Tuttavia la possibilità di fare il fest in 2 locali adiacenti è una cosa totalmente in linea con gli altri festival europei, e mi piace molto la dimensione intima che si instaura in questi casi, in locali di piccole dimensioni. I fan devono poter conoscere le band, parlare con loro, berci una birra insieme, far conoscere loro la centerba, e questa dimensione lo consente ampiamente. Ah, se solo fosse ancora aperto il mitico Mono Spazio Bar, sarebbe stata una triangolazione davvero malvagia.

 

Orange rock cafè e Maze: come hai convinto i proprietari di questi due locali a ospitare il festival più rumoroso dell’Adriatico?
Non ho dovuto convincere proprio nessuno. Sono un frequentatore di entrambi i locali situati in Via Nazario Sauro, e quando ho esposto il mio progetto è stato subito approvato a pieni voti. C’è da dire che all’Orange il Tube Cult Fest è nato quindi non avrei mai accettato un “no” come risposta. Il festival ha visto un evoluzione nel corso degli anni che l’ha portato ad ospitare band del calibro di Karma To Burn, Los Natas, Ufomammut, Kongh; e la line-up di quest’anno spacca il culo.

 

Adesso parliamo di cose serie: ci puoi svelare la scaletta che gli Zippo suoneranno sul palco del Fest?
Pezzi tratti da tutti i nostri album, con particolare attenzione per “Ode To Maximum”, il nostro album di debutto, che presentammo proprio all’Orange nel 2006. Alcuni di quei pezzi li suonavamo già 10 anni fa e il nostro pubblico li apprezzerà certamente. Cazzo, suoniamo insieme da 10 anni, come passa il tempo.

Supereroi contro gli stereotipi: quali stereotipi vengono appioppati al Tube Cult Fest e quali stereotipi tentate di combattere con la vostra iniziativa?
Non saprei quali stereotipi ci vengono appioppati a dire il vero. Il Tube Cult Fest dimostra come un’area tendenzialmente periferica per i concerti e arida di band internazionali, possa ospitare un festival del genere. Verrà gente da tutta Italia e questo per me è motivo di orgoglio, non ho alcuno stereotipo da combattere.

 

Mi puoi fare la parodia dello spettatore tipo del Tube cult Fest?
La musica unisce così tante persone differenti che è difficile delineare uno spettatore tipo. Puoi trovare il metallaro col chiodo e la t-shirt sdrucita di una di quelle band dal logo illegibile, il tipo hippie-friendly coi pantaloni a zampa e la camicia a fiori, quello con la camicia a quadrettoni e dalla possente barba, l’avventore casuale che presenta una serie di variabili altrettanto casuali; una cosa è certa, durante Singata dei Samsara Blues Experiment staranno scuotendo tutti le rispettive teste a sincrono. La musica heavy mette tutti sullo stesso piano.

Puoi fare un’affermazione che ferisce il tuo orgoglio di organizzatore del Tube Cult?
“Scusa, ma è inclusa la consumazione?”

Partendo dal presupposto che tu per noi rappresenti l’heavy rocker “duro e puro”: puoi fare un’affermazione che spacca il tuo cuore di metallaro?
“Tagliati la barba!”

Grazie Davide per aver risposto alle nostre domande, ci vediamo sotto il palco del Tube Cult, se vuoi confermare la tua volontà di metterci nella lista accrediti, basta che batti una volta le mani.
Un fragoroso “Clap!”

 

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La Pescara di Mutiny: demotivatori culturali e cover band di “sta-minchia”

29 Ott , 2013  

Pescara. Mutiny. The vibrators live

“Sembra che alla polizia, ai vigili e ai cittadini insonni di questa città saltino le coronarie solo se sentono una nota suonata da uno strumento reale, ma rimangono impassibili se il suono proviene da una fottuta consolle”

Questa è la realtà con cui Mutiny ha dovuto spesso confrontarsi, perché i pensionati insonni muovono la vita culturale pescarese, soprattutto se muniti di telefono e forze dell’ordine all’altro capo del filo, e la città che fu di Flaiano a D’Annunzio ospita alcuni fra i migliori demotivatori culturali al soldo dell’Inps. Ma il collettivo Mutiny, che collettivo non è visto che ama definirsi come “un nome che io (Federico) e Luca (Falcone) abbiamo deciso di dare a ciò che facciamo da quando siamo ragazzini ovvero cercare di organizzare e trovare spazi per suonare e far suonare la musica che ci piace” è un concentrato di “supereoi contro la municipale” che sa come fronteggiare gli assalti dei demotivatori pescaresi e gli avanzamenti delle cover band di sta-minchia che dilagano nella città natale d’annunziana.

La scena musicale pescarese

Quando gli Ammutinati aprono la bocca, per dire la loro sulla scena musicale cittadina, ti scende quasi la lacrimuccia, perché questi disertori guidano la scialuppa di salvataggio verso orizzonti necessari alla sopravvivenza di una vera cultura musicale, impavidi sventolano il vessillo di una musica di “strada” e di un pubblico che la sostiene, in fibrillante attesa del “concerto sotto casa, dell’aggregazione e degli spazi” per non essere più ostaggio dei “dj-set preconfezionati e delle cover band”, sotto-entità musicali che “parlano con le parole degli altri perché non hanno niente da dire e perché cercano il facile consenso, senza creare né lasciare nulla alle generazioni che crescono, se non il triste messaggio fatti due soldi con ciò che è stato già fatto, è il meglio che puoi fare“. E adesso asciugatevi gli occhi, che la compagnia degli Ammutinati non ha nessuna intenzione di commuovervi ma, al contrario, di far rinascere la vostra voglia di urlare tutta la rabbia che avete in corpo, suonando la vostra musica e usando la vostra creatività, col linguaggio a voi più famigliare “fregandosene del facile consenso, buono per i locali dove si balla sui tavoli”.

Coltiviamo la rabbia dal 2009!

Creare una scena musicale, coltivare la creatività svincolata dal mercato e dalla convenienza, collaborare con collettivi e gruppi affini, questo è quello che fa Mutiny dal 2009, anno in cui Luca, Federico, Francesca “Nana” Di Santo e Lo Smilzo vanno in onda su Radio Città con il programma “From the east cost”. L’anno dopo Mutiny è al Lalla, per organizzare la serata del mercoledì, dando spazio alla musica Punk, Hardcore, Ska, Rockabilly e portando al Qube club la storica punk band britannica Vibrators.

E poi non possiamo dimenticare il “Joe Strummer tribute”, serata in onore del leader dei The Clash, che va ormai avanti da quattro anni e che si è “fregiata” anche di un’aggressione di gruppi antagonisti, con molta probabilità di destra fascista, a dimostrazione del fatto che gli Ammutinati smuovono le acque, creano dissenso e pensiero critico, dando fastidio a qualcuno.

Il Pescara Hardcore Fest VI è un’altra spilletta sul bavero dei cappottini neri di Luca Falcone e compagni. In questa occasione gli Ammutinati hanno dato una mano al Pescara Hardcore Movement di Ivano Di Marco e soci, ospitando in quel di Topografia una parata di gruppi iper-attivi nella scena hardcore nazionale e internazionale:  Strenght approach, Vibratacore, MUD,  Still Nervous, Lexicon Davis, SexSaints, Starless, oltre al gruppo punk formato da alcuni dei componenti di Mutiny KEET’EM MURT .

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