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Jukuki is a Dada WOR(L)D, o forse no.

8 Mar , 2014  

Jukuki, questo non è un sito.

Dopo la brevissima parentesi londinese con Ben Murphy torniamo ad occuparci di talenti abruzzesi rispolverando una nostra cara conoscenza, Virginia Jukuki, ideatrice del progetto Be Hobo.

Cominciamo salutando le pecorelle che Virginia ha disegnato appositamente per Subcity.

Copertina Subcity

 

“L’origine del mio nome è casuale ed illogica, per questo mi piace considerarlo uno pseudonimo Dadaista, poggiando per sbaglio la mano sulla tastiera mentre disegnavo una delle mie prime animazioni, è uscita questa scritta “jukuki”, infatti sono tutti tasti vicini, pensa che avrei potuto chiamarmi “drfgh”. Dada inoltre era ironia e contraddizione, due elementi che credo si trovino anche nel mio lavoro. O forse no.”

Jukuki, questo non è un sito.

 

In effetti, non è difficile comprendere quanto un certo spirito divertito ed ironico, non immune agli sberleffi dell’avanguardia, sia ricorrente nell’opera di Jukuki, grafica pubblicitaria ed artista capace di spaziare dall’illustrazione all’animazione 2d fino alla realizzazione di vere e proprie installazioni. Nelle sue opere ci si imbatte spesso in situazioni nelle quali lo scambio delle parti, le contraddizioni ed i giochi di parole giocano un ruolo fondamentale.

Jukuki, conigli kamikaze.

Spring bunnies, 2013.

 

Con Retweet, l’artista promuove una riflessione acuta sui processi innescati da un social network come Twitter: il meccanismo del retweet, vero idolo moderno della comunicazione globale, viene irriso e dunque riportato ad una dimensione  più banale, quasi ridicola.

 

 

Il mondo di Jukuki, pur attingendo ad una dimensione ludica capace di divertire lo spettatore, non rinuncia a veicolare messaggi forti, rispondendo alla necessità di dare voce al disagio, alle ingiustizie e alle contraddizioni che animano il mondo contemporaneo. Prendendo in prestito il linguaggio degli spot pubblicitari i suoi lavori offrono un approfondimento dei meccanismi che regolano il mondo del marketing, svelandone i segreti ed i modi attraverso i quali esso agisce. In “Tolleranza Zero”, video realizzato in collaborazione con Francesco De Collibus, protagonista dell’assurdo spot pubblicitario è una gustosa bevanda che istiga alla violenza.

 

 

Diversi sono i video nati dallo scambio di idee tra Jukuki e Francesco De Collibus.“Insieme abbiamo partecipato ad importanti festival, che non pagheranno le nostre bollette ma ci hanno arricchito di tante soddisfazioni. Abbiamo appena iniziato a lavorare su un nuovo folle progetto, siamo ancora in zona travaglio quindi non aggiungo altro.”

 

La Scommessa from jukuki

 

Anche Jukuki, insieme ad altri artisti e creativi d’Abruzzo prenderà parte a Mutaforma, Prima Biennale d’arte giovane Abruzzese. L’evento volto a favorire la conoscenza dei nuovi linguaggi, avrà luogo presso il Mumi di Francavilla al Mare dall’8 Marzo al 13 Aprile 2014 e prevede la partecipazione di 22 artisti chiamati a lavorare a coppie per la realizzazione di un’opera d’arte condivisa. Virginia per l’occasione ha collaborato con Danny Jorket creando un’installazione in grado di coniugare la sua esperienza in campo digitale con il segno materico di Danny inciso su legno.

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Cutters, animazione/scultura, 2014

 

 

 

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Linguaggi

Benjamin Murphy: “Nothing is more real than nothing”

16 Feb , 2014  

BenjaminMurphy

Nello spazio notoriamente dedicato agli artisti contemporanei abruzzesi parliamo di Benjamin Murphy. Il giovane artista inglese, primo ed interessantissimo ospite dello Stride:  per un paio di settimane l’artista verrà adottato dalla città di Pescara dove avrà l’occasione di realizzare diverse opere. Ecco una piccolissima galleria virtuale per conoscerlo meglio.

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