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I deejay intessono playlist come fossero trame

9 Giu , 2015    Autore:   

I deejay intessono playlist come fossero trame. Che genere ascoltano? Il Book’n roll?!

Quando Subcity mi ha proposto di pubblicare una Playlist esclusiva ho pensato subito di unire le mie due più grandi passioni: ne è venuta una interessante carrellata di commistioni tra il rock e la letteratura, tra i grandi della musica alternativa e alcuni degli scrittori che più amo… spero che vi divertirete ad ascoltarla e a leggerla (o viceversa!) quanto io mi sono divertito a compilarla…

1) Stefano Edda Rampoldi, ex voce dei Ritmo Tribale, torna sulle scene dopo anni di silenzio nel 2009 con “Semper biot”, un lavoro intimista e allo stesso tempo attraversato da una vitale disperazione, uno dei brani più belli è “Io e te”, realizzato con la scrittrice Isabella Santacroce, il brano cita chiaramente il suo romanzo breve “Zoo”, storia di una guerra allucinata tra madre e figlia.

Il disco: “Semper biot”, Niegazowana, 2009
Il libro: Zoo”, Fazi, 2006

 

 

2) Negli anni 80 Natalie Merchant dà vita con i suoi 10.000 Maniacs a una delle esperienze più eleganti e raffinate del pop. Definita l’Emily Dickinson del folk rock, i testi della Merchant sono ricchi di riferimenti letterari tra i quali non poteva mancare Jack Kerouac, padre della Beat Generation.

Il disco: 10.000 Maniacs “In my tribe”, Elektra, 1987
Il libro: Jack Kerouac “On the road” ed. italiana Mondadori, 1957

 

 

3) La musica dei Calexico e le opere di Cormac McCarthy: non esiste matrimonio migliore tra musica e letteratura. La premiata ditta Burns & Convertino riprende un brano tradizionale statunitense immergendolo nelle atmosfere di confine tipiche della musica degli ex Giant Sand , omaggiando così “All the pretty horses” uno dei best sellers dell’autore di “Non è un paese per vecchi”.

Il disco: Calexico “Aerocalexico” 2001
Il libro: Cormac McCarthy “All the pretty horses” ed. italiana Einaudi 1992

 

 

4) Emidio Clementi, storica voce recitante dei Massimo Volume, incontra casualmente  la scrittura di Emanuel Carnevali negli anni 80 e non se ne separa più, tanto da fare dello scrittore morto nel 42 una figura portante del suo romanzo “L’ultimo dio” e da dedicargli il reading “Notturno Americano”.

Il disco: Emidio Clementi “Notturno americano”, Santeria, 2015
Il libro: Emanuel Carnevali “Il primo dio”, Adelphi, 1978

 

 

5) Neil Hannon è l’ultimo dandy della musica inglese, con il pop orchestrale dei suoi Divine Comedy ha attraversato due decenni di musica britannica regalando ai suoi fan musica sempre elegante e di pregevole fattura.
In “Booklovers”, brano tratto dall’album Promenade del 1994, Hannon si diverte in un gustoso call and response con alcuni grandi della storia della letteratura, il risultato è davvero spassoso.

Il disco: The Divine Comedy “Promenade” , Setanta, 1994
Il libro: frammenti del corpus letterario

 

 

6) L’amore di Vinicio Capossela per lo scrittore italo-americano John Fante è arcinoto, uno dei suoi libri più noti”La confraternita dell’uva” è direttamente omaggiato in “L’accolita dei rancorosi”, brano contenuto nell’album “Il ballo di san vito”.

Il disco: Vinicio Capossela “Il ballo di San Vito”, CGD East West, 1996
Il libro: John Fante “La confraternita dell’uva Einaudi, 1977

 

 

7) Nick Cave nel 1989 pubblica “…And the ass saw the angel”(da noi “…e l’asina vide l’angelo”), storia di un ragazzino emarginato nell’america agricola e arretrata degli anni 40 che cerca di aiutare una bambina destinata ad un’assurda santità.
Del libro esistono numerosi reading tenuti dall’autore stesso.

Il libro: Nick Cave “…e l’asina vide l’angelo” Arcana, 2001 (poi Mondadori)

 

 

8) “City” secondo chi vi scrive è in assoluto il libro più bello e appassionante di Alessandro Baricco, nel 2003 Nicolas Godin e Jean Benoit Dunckel, meglio noti come AIR, decidono di musicare il reading tratto dal libro tenuto da alcuni attori al Teatro Valle.

Il libro: “City” di Alessandro Baricco, Rizzoli, 1999
Il disco: “City Reading”, AIR, Astralwerks, 2003

 

 

9) Mark Eitzel è una delle penne prestate alla musica più intense ed ispirate della storia del rock americano, con i suoi American Music Club (e anche come solista) è riuscito in trenta anni di carriera a condensare all’interno di canzoni calde e struggenti amore, disillusione, disperazione, sconfitta e allegria come veramente pochi altri.
Dopo quasi dieci anni di silenzio nel 2004 Mark e il suo Club tornano alla ribalta con “Love songs for patriots”, al suo interno è contenuto un gioiellino intitolato “Myopic Books”, brano nel quale il nostro immagina una placida e malinconica domenica mattina passata da solo in una libreria, ma i commessi gentili, un libro di Saul Bellow e la radio che passa i Dinosaur Jr lo aiutano a sentirsi meno solo.

Il disco: American Music club “Love songs for patriots”, Devil in the woods, 2004

 

 

10) Forse non tutti lo sanno ma non c’è stato solo il nostro Fabrizio De Andrè a cimentarsi con “L’antologia di Spoon River” di Edgar Lee Master, nel 2000 il giovane cantautore statunitense Richard Buckner pubblica l’album “The Hill”, un riuscito mix di folk, rock e poesia.

Il disco: Richard Buckner “The Hill”, Overcoat Recordings, 2000
Il libro: Edgar Lee Master “Antologia di Spoon River”, 2001, Mondadori

 

 

11) Psicosi delle 4.48” è una delle opere teatrali più conosciute di Sarah Kane, autrice inglese morta suicida proprio dopo aver completato il testo.
Si tratta di un testo crudo e allucinato, nel quale l’autrice riesce a rendere lo spettatore partecipe del disagio mentale che l’avrebbe portata alla tragica scelta di togliersi la vita.
Nel 2003 la band britannica Tindersticks, famosa per le atmosfere brumose e ossessive della propria musica, decide di omaggiare la sfortunata scrittrice con il brano “4,48 Psychosis”, contenuto nell’album “Waiting for the moon”.

Il disco: Tindersticks “Waiting for the moon”, Beggars Banquet, 2003
Il libro: Sarah Kane, “Tutto il teatro”, Einaudi, 2000

 

 

12) “Linea Gotica” dei CSI è uno degli album cardine del rock indipendente italiano degli anni 90, un disco duro e urticante, in cui la scrittura di Giovanni Lindo Ferretti (mai più così ispirato) esplora la natura dei conflitti umani e la guerra, la più drammatica e funesta delle esperienze umane.
Nel trattare questi temi l’ex voce dei CCCP attinge a piene mani nella produzione letteraria di Beppe Fenoglio, il cui racconto “I ventitrè giorni della città di Alba” viene citato nel brano che dà il titolo all’album.
Il Consorzio Suonatori Indipendenti dedicherà a Fenoglio il concerto tenutosi il 5 ottobre 1996 nella chiesa di San Domenico ad Alba, evento poi finito nel disco (e dvd) intitolato “La terra, la guerra, una questione privata”.

Il disco: CSI “Linea Gotica”, Polygram, 1996.
Il libro: Beppe Fenoglio “I 23 giorni della città di alba”, Einaudi, 1952.

 

 

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