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I Cattivi Discepoli di Alessio Romano: Damiano Lenaz

12 Ott , 2014    Autore:   

I cattivi discepoli è una selezione di racconti diversamente pulp curata da Alessio Romano:”Come Fido è il testo di Damiano Lenaz con cui inauguriamo questa rubrica di racconti di autori che hanno partecipato ai miei corsi di scrittura. Il testo colpisce per la forza della voce narrante, cruda e incalzante, perfetta per raccontare una lunga notte d’incubo.”

Come Fido

Aveva boccoli rossi che sapevano di sangue. E lo sguardo violento che sembrava trapassarti le pupille. Seni grandi e perfetti. Ma era pazza. Avrei dovuto capirlo subito: chi accavalla le gambe in quel modo non può che essere pazza.
Ora mi ha abbandonato sul ciglio di una strada, su un ponte malandato in una città sconosciuta.
Ho in tasca pochi spicci e un pacchetto a metà. Una serata orrenda.
Accendo una sigaretta mentre la notte mi inghiotte su quel ponte da incubo. Sotto i piedi lo sciabordare di un fiume, sopra la testa milioni di grilli accendono la notte.
Sono di pessimo umore, non so dove andare ne che fare e c’è un tipo che mi segue da un po’. È grosso e pelato e cammina appeso verso destra.
Sprofonda con me in quel pezzo di mondo sospeso tra l’acqua e le stelle.
Non so chi sei ma già ti odio.
Penso sia la periferia. In giro non c’è neanche un cristo e sono passate da poco le due. Nemmeno un cristo tranne me è il tizio pelato.
Ho altro a cui pensare. In posti del genere potrei trovare un bar aperto. C’è sempre un bar aperto anche alle due di notte.

Potrei chiedere alla palla da bowling, ma non ho voglia di vederlo, figurarsi di sentire la sua voce.
Segue le mie stesse impronte mentre arrivo a metà del ponte.
Intorno a me vedo solo caseggiati poco illuminati, alberi ed il fiume grosso e incazzato, proprio come me.
Avrei dovuto capire che era pazza, era facile da capire, quello era lo sguardo di una pazza.
Dal buio spunta un altro nottambulo coglione. Barcolla incerto e si guarda le punte dei piedi. Arriva dalla parte opposta ed è dall’altra parte della strada. Il pelato lo vede e lo raggiunge sicuro, si salutano, fanno casino, troppo casino.
Ricominciano a camminare nella mia stessa direzione, spediti e sicuri, come chi sa dove andare. Io invece non so dove andare, ma non ho molta scelta. Dritto o nel fiume mentre l’aria si fa pungente e quei due continuano a far rumore. Li ammazzerei.

Tra le tante grida sento commenti nei miei confronti.
Mi giro e gli lancio uno sguardo di sfida. Quelli continuano a strillare mentre butto il mozzicone nel fiume.
Merda è proprio una serata orrenda.
Cambio direzione, li ho di fronte. Mi guardano incuriositi, perplessi.
“Ehi nonno… non è un po’ presto per andare in giro?”
“Cercavo tua madre, so che è da queste parti solo a certi ora-”
Non finisco la frase che mi piazza un destro nello stomaco.
Il pelato mi guarda soddisfatto mentre mi piego e sputo via il dolore.
“Merda lo chiami un pugno?” gliene stampo uno sulla guancia sinistra. Sento il suo zigomo scricchiolare sotto le nocche ruvide.
Finisce tra le braccia del tizio barcollante che cade a terra sotto il peso del compagno.
Lancia un grido, si tocca la guancia. Prova a rialzarsi, ma gli arriva una pedata sul muso. Resta a terra.
L’amico mi guarda terrorizzato.
Il pelato è svenuto. Gli frugo nelle tasche, venti euro ed un pacchetto di Winston. Gli lascio i soldi e mi prendo le sigarette.

Giro le spalle al ragazzino spaventato, riprendo la strada che avevo lasciato. Sputo un grumo di sangue: merda, mi sono acciaccato la lingua.
L’alba è lontana e non ho una meta, mentre quei due scompaiono per sempre.
Il fiume continua a correre quando arrivo alla fine del ponte, il suo rumore si fa sempre più lontano mentre affronto una strada sconosciuta e ripenso a quelle gambe perfette. Accendo una delle Winston.
La notte è più notte in questo posto.
Trovo un’insegna accesa ed un buco in cui infilarmi. Senza riflettere troppo mi butto nel buio maledetto di questo pezzo di mondo, felice di regalare all’inferno un nuovo diavolo.

Damiano Lenaz

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 Micro-Bio

Fin da bambino dimostra una naturale propensione verso le scienze matematiche, ma negli anni del liceo si innamora delle materie umanistiche. Studia Lettere Moderne all’università d’Annunzio di Chieti.

Trai suoi autori preferiti troviamo Charles Bukowski, Varlam Salamov, John Fante e Gianluca Morozzi.

Da anni è impegnato nel sociale ed ha da poco assunto il ruolo di coordinatore del presidio di Pescara di Libera.

È in uscita la sua prima raccolta di racconti “Storie di un PizzaBoy”. Per la cronaca il Lenaz è nato pescarese da genitori abruzzesi, nell’anno di Italia ’90, il giorno 4 Marzo, titolo della una fantastica ballata di Lucio Dalla.

 

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