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Psych-report: Teramo e il compleanno di Ivan Graziani

14 Ott , 2015  

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Psych-report, il live report con lo psico-riverbero ci racconta del compleanno di Ivan Graziani festeggiato in piazza Martiri a Teramo.

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Legalità? Cultura? Il premio Borsellino

23 Ott , 2014  

Premio borsellino 2014

Paolo Borsellino presentato nei giorni scorsi a Pescara con il saluto di don Luigi Ciotti prevede numerosi incontri, dibattiti, libri, film anche nella Provincia di Teramo dove, come è noto, il “Premio” è nato nel dicembre 1992 dalla volontà del giudice  Antonino Caponnetto.

Tra i 10 appuntamenti teramani e particolarmente significativi del Premio Borsellino c’è l’incontro che si è svolto Sabato 18 ottobre presso la sala San Carlo per ricordare la figura del giornalista teramano Tiberio Cianciotta. In questa occasione è stato consegnato un riconoscimento dedicato a Cianciotta “una persona perbene” che sara’ annuale e legato al Premio Borsellino. Per questa prima edizione e’ stato scelto Mauro Tedeschini, giornalista direttore del quotidiano “Il Centro”.

Poi tanti libri:

il 23 “Gesu’ piu’ forte della camorra” con il parroco di Scampia don Aniello Manganiello;

il 24 “I depistaggi di via D’Amelio” con la giornalista Rai Dina Lauricella alle 17 alla libreria TempoLibro di Teramo;

sempre il 24 ottobre “Mafjia” con l’inviato Rai Pino Scaccia, anche qui in doppio appuntamento alle 11 per le scuole e alle ore 21 all’hotel Sporting.

Ma anche incontri nelle scuole e proiezioni di film a Roseto e Giulianova. Tanti appuntamenti da non perdere per questa rassegna che non chiede e non riceve contributi pubblici, e si e’ sviluppata nei suoi 22 anni di storia con l’intento di sollecitare la societa’ civile nella lotta a tutte le mafie e promuovere legalita’ e giustizia attraverso Municipi, gruppi, scuole, realta’ di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalita’.”

 

Programma Premio Nazionale Paolo Borsellino

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Enzo Cucchi si è fermato al Laboratorio per le Arti Contemporanee di Teramo.

7 Ott , 2014  

Enzo Cucchi a Teramo.

L’ARCA, laboratorio per le arti contemporanee di Teramo, ospita al suo interno la personale di un grande artista internazionale, Enzo Cucchi. In un primo tempo la mostra del pittore doveva essere ospitata dal 4 luglio al 31 agosto, ma fortunatamente è stata prorogata fino al 12 ottobre, grazie al grande successo che ha ottenuto l’esposizione.

L’esposizione è curata da Giacinto Di Pietrantonio e Umberto Palestini. Inoltre le scuole medie superiori, grazie al supporto di laboratori didattici, studieranno le opere del pittore Enzo Cucchi e le tecniche di allestimento museale.
Cucchi è un esponente della “transavanguardia” come definiva Achille Bonito Oliva, critico d’arte, questa corrente artistica.
Verso la fine degli anni ’70 venne creata questa nuova definizione d’arte.
L’arte è creatività che deriva dall’artista il quale si fa condizionare dalla situazione che vive nel periodo storico e dalle emozioni che cercano sempre di trovare nuove strade per esprimersi.

La transavanguardia a Teramo.

Achille Bonito Oliva descrive così questa corrente artistica: “La transavanguardia ha risposto in termini contestuali alla catastrofe generalizzata della storia e della cultura, aprendosi verso una posizione di superamento del puro materialismo di tecniche e nuovi materiali e approdando al recupero dell’inattualità della pittura, intesa come capacità di restituire al processo creativo il carattere di un intenso erotismo, lo spessore di un’immagine che non si priva del piacere della rappresentazione e della narrazione”

Cucchi esprime liberamente attraverso dei simboli varie situazioni usando materiali differenti che prendono forma rivelando la sua interiorità.

“Se devo descrivere il mio lavoro, posso farlo solo in relazione al suo aspetto tecnico, ai materiali usati dato che spesso prima di cominciare non ho idee chiare. Per esempio posso parlare del gessetto che ho usato, delle sue misure precise, anche se preferirei ascoltare qualcuno che parla dei fantasmi che si ammassano attorno al pennello”

Cucchi nasce a Morro d’Alba in provincia di Ancona e si avvicina alla pittura come autodidatta, quindi libero dagli insegnamenti che ingabbiano la creatività e che confinano l’artista e la sua voglia di esprimersi all’interno delle regole.
Lascia la pittura per la poesia: riavvicinantosi alla prima arte dopo la metà degli anni ’70, conosce e lavora con Sandro Chia e Francesco Clemente.
All’inizio degli anni ’80 viene riconosciuto anche all’estero ed inizia a collaborare con le più importanti gallerie.
Le opere di Cucchi non sono confinate solo all’interno delle mura di gallerie, ma trovano spazio anche all’aperto come quelle collocate al Bruglinger Park di Basilea (1984), il Louisiana Museum of Modern Art di Humlebaek, Copenhagen (1985), la fontana nel giardino del Museo Pecci di Prato (1988) e la Fontana d’Italia all’ingresso della York University di Toronto (1993).
Se un’opera vuole definirsi come nuova allora deve contenere tutto il vecchio già prodotto, pensato, sofferto e digerito e, rifiutandolo, deve prodursi da quella cenere, che è solida però come fondamenta” sostiene Cucchi, ed in effetti, il nuovo deriva dal vecchio, la base è il vecchio.
Le opere esposte a Teramo sono basate sulla realtà teramana e contengono un linguaggio narrativo che dà loro voce. Alcune ceramiche son state realizzate, dall’artista, a Castelli.

Cucchi è un esponente della “transavanguardia” come definiva Achille Bonito Oliva, critico d'arte, questa corrente artistica.

“Non mi preoccupo dove va un mio quadro. Non faccio i quadri per mandarli in un luogo. Il quadro si fa per alzare il livello di civiltà che riguarda tutti noi”.

Riguardo ai teschi che realizza nelle sue opere.

“Si può parlare della vita solo attraverso la morte, camminiamo sopra la morte. Pensate quanti morti ci sono sotto terra, pensate quanti siamo noi vivi, al confronto niente, anzi quello che mangiamo viene dai morti. Il cimitero fa parte del mio paesaggio è una delle cose che conosco meglio, ho sempre vissuto in luoghi remoti dove il cimitero era la cosa più importante di tutte. Nelle campagne si trovano molto spesso dei teschi, si tratta di un’immagine non di un soggetto. Il mio cimitero vive. A Napoli, tra una compera e l’altra,  le donne vanno a parlare con il teschio e non c’è nulla di drammatico. Cézanne dipingeva mele, i miei teschi sono le mie mele”.

Per Cucchi un quadro si deve fare quando se ne sente la necessità e si possono adoperare tanti materiali. Non resta che andare ad ammirare le sue opere a Teramo, Largo San Matteo, presso L’ARCA, Laboratorio per le arti contemporanee.

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Occupazione del Nuovo Teatro Teramo: intervista a Enrico Melozzi.

7 Giu , 2014  

Nuovo teatro Teramo - slogan

Alla fine di Corso San Giorgio, a pochi metri da Piazza Garibaldi, a Teramo, si incontra quello che fu un edificio teatrale fino al 1959, anno dell’abbattimento e della sua trasformazione in grande magazzino…

L’edificio riaprì i battenti sotto il marchio della Standa. Dalla Standa si è passati all’Oviesse e, di affittuario in affittuario, ci si è resi conto che l’alto costo di locazione dell’immobile rendeva difficile la sopravvivenza delle attività economiche nello stabile.
Perché allora non dedicare questi locali alla cultura e alle arti, vista la vocazione storica di questi spazi e l’impossibilità di ospitare attività commerciali remunerative? Alcuni artisti hanno ragionato in questo modo e, nel mese di Gennaio, stanchi di esser ignorati dalle amministrazioni, hanno preso in mano la situazione occupando i locali dell’ex Oviesse. Il gruppo di artisti è stato animato dalla necessità di spazio per le loro professioni artistiche e dalla voglia di riconsegnare alla città di Teramo il suo storico teatro.  Affascinata da questa prospettiva e convinta della necessità di raccontare questa esperienza Marianna Di Felice ha deciso di intervistare Enrico Melozzi, compositore, direttore d’orchestra e produttore discografico teramano molto attivo in tutta Italia,  per capire cos’è successo in quei mesi di occupazione e cosa riserva il futuro al Nuovo Teatro Teramo.

Occupare a Teramo non dovrebbe essere stata una cosa facile: qual era lo stato d’animo dei cittadini teramani riguardo l’occupazione?

Nelle prime ore in cui noi eravamo dentro e nessuno sapeva che noi eravamo lì, sono passate tante persone, ma nessuno si è accorto di niente. All’interno c’erano decine di noi che si muovevano, pulivano, mettevano striscioni. La gente di Teramo è un po’ così: passeggia e guarda dritto a sé o si guarda i piedi quando cammina. Quel vecchio grande magazzino non lo calcolano più: non c’è appeal, non c’è interesse, gli passano vicino indifferenti.
C’è da dire che dopo lo sgombero si è sentito l’urlo di rabbia della gente che, invece, si fermava a guardare le vetrine piene di opere d’arte e di striscioni, ma coloro che hanno deciso di svuotare, hanno tolto tutto perché meglio il vuoto, il nero, il grigio e il nulla che l’arte.
Perché l’arte fa discutere e il nulla invece fa andare avanti senza ricordi. Non ti ricordi la storia di quel posto, non fai un dibattito, niente di niente, è così. E’ un atteggiamento di stampo fascista. Succedeva questo quando, sotto il periodo fascista, ci si riuniva a discutere intorno a qualcosa che era visto come un pericolo per la dittatura.
Io a Dicembre ho iniziato a progettare questo evento che è andato benissimo, ha funzionato, si è riaperto il dibattito sul teatro. Tanta gente ha fatto sua la battaglia e ne parla come fosse una propria battaglia anche se è nostra, ma non fa nulla, possono copiarci, non c’è il copyright sulle battaglie.
Ora non c’è più nulla nelle vetrine dell’ex Oviesse perché hanno tolto tutto, addirittura alcune opere d’arte sono state danneggiate durante la rimozione.

 

Nuovo teatro Teramo - intervista Enrico Melozzi


Cultura versus Commercio: le persone sono favorevoli a far rinascere la cultura oppure vogliono un esercizio commerciale al suo posto?

Le persone erano totalmente d’accordo altrimenti il caso non avrebbe fatto nemmeno notizia, e nessuno si sarebbe preoccupato di noi. Al contrario si è potuto notare con quale dispiegamento di forze siamo stati attaccati, con quali accuse, con quali toni siamo stati presi di mira solo per aver riaperto uno spazio che era chiuso da mesi ed era inutilizzato. Stiamo parlando di luoghi pubblici, quindi anche nostri, e inutilizzati: un peccato! Questi luoghi devono essere usati soprattutto in base alle emergenze e alle necessità pubbliche che ci sono in città e l’emergenza, al momento, a Teramo, è quella culturale. La nostra azione trae legittimità da questo ma spesso ci hanno additato come dei terroristi. Una riflessione sarà d’obbligo per il prossimo sindaco, oltre alla capacità di intercettare il malcontento di tutti gli operatori culturali della città che ormai stanno cominciando a mostrare i denti. La rappresentanza è chiara perché molte persone del mondo culturale si sono candidate ed hanno raccolto molti voti, quindi da oggi in poi tutti quelli che si occupano di cultura sono rappresentati, e il sindaco, chiunque esso sia, sarà costretto a tenerne conto.

Il Comune e il Nuovo Teatro Teramo: come si è posto il sindaco uscente Brucchi nei confronti dell’occupazione?

Il sindaco si è posto in maniera arrogante e ha fatto capire che era terrorizzato da quello che stavamo facendo. Terrorizzato dalla cultura che si insinuava tra i suoi interessi e quelli di chi gli reggeva il gioco.
Perché gli spazi pubblici vuoti dovevano andare a qualcuno che ne usufruiva a pagamento, utilizzando il vecchio metodo del voto di scambio. Un giudice ci ha addirittura assolti riguardo tutto quello che noi avevamo detto, asserendo la verità delle nostre istanze.
La nostra battaglia dura da otto anni e ci sono stati momenti di totale solitudine.
Persone che hanno un millesimo del mio curriculum, mi hanno chiamato ragazzo o giovane. Si trattava solamente di delegittimare chi ha qualcosa da dire sul serio ed ha dei progetti concreti da mettere in pratica: ovviamente questo non conviene alle loro tasche. Ma la battaglia c’è stata e l’abbiamo vinta noi. Sulla cultura o si riapre un dibattito serio ed onesto oppure scoppia proprio la guerra.Sperando che il vecchio modo di pensare della politica sia finito e si pensi a non ignorare certe realtà.

 

Nuovo Teatro Teramo - striscioni

 

Il Nuovo Teatro Teramo oggi: l’idea di un nuovo teatro esiste ancora?

L’idea del teatro è solo stata accantonata perché gli artisti hanno fatto quello che dovevano fare, hanno occupato, hanno urlato, hanno protestato, e son tornati alla loro quotidianità senza abbandonare quello spazio col pensiero.
Stanno solo aspettando il momento proficuo per ribadire a gran voce le loro idee.

Compagni d’avventura: chi oltre a lei, si è distinto nella protesta?

Mauro Baiocco è il più presente in città perché io sono fuori Teramo e non riesco a rapportarmi al territorio quotidianamente, come fa lui. Ha avuto un buon risultato nella nostra lista. Evidentemente c’era bisogno di questa candidatura.

Marianna Di Felice per Subcity.it

 

 

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