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“Cineforum” all’Università di Chieti: cinema balcanico e concerti a tema

28 Ott , 2014  

Subcity news

Mercoledì 29 Ottobre si terranno la proiezione del film “Underground” di Emir Kusturika ed una festa finale con le esibizioni di Mama Marjas e Alessandro Nosenzo.

Si chiuderà all’Università “G.d’Annunzio” di Chieti mercoledì 29 ottobre “Cineforum”, rassegna cinematografica organizzata per il quarto anno consecutivo dall’Associazione Studentesca 360 Gradi.

Il tema di quest’anno è  stato “Visioni Adriatiche” ed ha riscosso un grande successo, grazie alla sua profonda attualità: questo titolo racchiude il momento del vivere e raccontare (vedere – visione) e la forza di guardare al futuro con fiducia (visione premonitrice).

I film scelti hanno raccontato le storie della situazione sociale e politica della penisola balcanica, terra ad un passo dalla nostra e con la quale abbiamo condiviso parte dei drammi e delle lotte. Questioni troppo poco trattate e tuttavia cruciali per comprendere la contemporaneità.

Il Cineforum è stata un’occasione per scoprire come queste storie siano state tradotte in pellicola da parte di registi sensibili a tali argomenti, e dunque riflettere ed ascoltare le opinioni di esperti dei temi trattati.

Subcity News

Alessandro Nosenzo

In occasione dell’ultima giornata alle ore 18.30 presso l’Emeroteca Facoltà di Lettere sarà proiettato il film “Underground” (1995 di Emir Kusturika con Miki Manojlovic e Lazar Ristovski.

Per festeggiare la riuscita della manifestazione è stata organizzata una serata musicale a tema presso “Lady Sonia” (a circa 1 km dal Centro Commerciale Megalò) con inizio alle 21.30. Per l’occasione si esibiranno Mama Marjas backed by Don Ciccio feat. Alenaville & Miss Mykela e Alessandro Nosenzo.

Sarà garantito un servizio navetta gratuito (da Pescara partenza Zona Agip, nei pressi dell’Università, da Chieti dal parcheggio della Facoltà di Lettere).

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Smartwave festival: bioedilizia, musica, agricoltura, Street Art sostenibile.

1 Ott , 2014  

foxhound-chieti-smartwave

Un’onda anomala di innovazione e sostenibilità sta per travolgere il Villaggio del Mediterraneo.  Si chiama  Smartwave festival  e arriva venerdì 3 e sabato 4 ottobre  in via Papa Giovanni Paolo II a Chieti Scalo, di fronte alle ‘case’ degli universitari. Si comincia con una bella jam session, dalle 15, in cui ognuno potrà portare i suoi strumenti e condividere con gli altri la musica. 

La mission del festival è ambiziosa: inserita come evento finale dell’evento Anci per Expo, che trainerà l’Abruzzo all’Esposizione Universale di Milano 2015, Smartwave nasce da un progetto dell’associazione Ideali, che sta per Insieme Decidiamo e Acceleriamo L’Innovazione ed è probabilmente l’unico evento green che da qui a Natale avremo da queste parti. Questo è uno dei  promo della manifestazione che abbiamo scelto per presentarvela,  con la collaborazione di “Nessun Matteo è stato realmente maltrattato.”

Ed ecco i concerti del venerdì sera…

Alle 21 sale sul palco Stèv, polistrumentista marchigiano che coniuga due aspetti della musica apparentemente inconciliabili: l’acustica dello strumento reale e l’elettronica. E’ stato più volte definito “il Bonobo italiano”.

Seguono i Boxerin Club da Roma, con il loro perfetto mix di indierock, world music e ritmiche selvagge.

E poi c’è  una delle voci più attese: Maria Antonietta, al secolo Letizia Cesarini di Pesaro. MAria Antonietta, chitarra e tanto sangue versato, ha inciso il suo primo disco nel luglio 2010 “Marie Antoinette wants to suck your young blood”, l’ultimo si intitola Sassi ed esce per La Tempesta, nel 2013. La sua sincerità vi sorprenderà e traspare dal suo tumblr.

Sabato 4 ottobre

Smartwave lascia spazio alle tematiche green con gli stand di alimenti biologici, edilizia ecosostenibile, bici elettriche. Una marea di associazioni presenti con laboratori, installazioni con materiale riciclato, proiezioni.

Aprono la serata live alle 21,30 i torinesi Foxhound : un ibrido post punk che fa un frontale con Damon Albarn . Foxhound

Poi c’è il duo elettronico RedrumAlone che non usa basi e computer e ha suonato allo Sziget Festival, per conoscere meglio il loro progetto vi consigliamo di navigare la loro pagina web

Elettronica e hip hop con gli Apes on Tapes che dal vivo fanno volare giù tutto!

A chiudere entrambe le serata uno showcase della community abruzzese di musica alternativa Step Lab, sabato ci sarà anche un ospite a sorpresa.  Il tutto è gratuito.

Articolo a cura di Stefania Ortolano.

 

Programma
Venerdì 3 Ottobre

Area Jam Session

15:00 – 20:00
Porta i tuoi strumenti o vieni a suonare i nostri.

L’ Associazione Ch’Art delizierà i presenti ed accompagnerà la jam session e la seguente selezione musicale con un bell’esempio di Street Art sostenibile. Via gli spray, dentro i pennelli. E in questo caso non si parla di muri ma…vieni a scoprirlo.

20:00 – 21:00
Aperitivibes w/ Step Lab selection

Area food & drink

All day and night long
Birra, vino, cocktails, arrosticini, panini.

Area concerti

21:00
Stèv live set

 

22:00
Boxerin Club

23:00
Maria Antonietta

00:30

Step Lab Showcase

Sabato 4 Ottobre

Area Ambiente & Innovazione

15:00 – 21:00
Saranno ospiti giovani realtà imprenditoriali e non provenienti da diversi settori quali bioedilizia, energia, mobilità sostenibile, agricoltura, biocosmesi e wellness.

• Urban Green – Bioedilizia
• Eco City Car
• Green Bike Messenger
• CiaoCarb
• Marco Romano Hair Style Studio
• Parafarmacia Borgo Belli
• Terra Maja
• Poderi al Sole di Massimo Ciarfella

Area food & drink

All day and night long
Birra, vino, cocktails, arrosticini, panini.

Area concerti

21:30
Foxhound

22:30
Redrum Alone live + visual mapping

23:30
Apes on Tapes

00:30
Step Lab Showcase ft guests

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Ceppaflex dei Prophilax e altre preoccupanti derive demenziali.

19 Set , 2014  

Prophilax - Notte Nera - Pescara

C’era gente che è venuta da Matera per ascoltare i Prophilax e i Nanowar of the Steel, band conosciute a livello nazionale che basano sul rock e sull’heavy metal demenziale la loro filosofia di vita artistica.

More…

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Octopus Fest al MuMi: Peppino D’Emilio e Convergenze sullo schermo.

4 Lug , 2014  

Octopus-festival-MuMi-Francavilla

Octopus festival è il primo festival tentacolare dell’Adriatico e avvolgerà le sue prede il 4, 5 e 6 Luglio a Francavilla (Ch) al Museo Michetti o, come gli amanti dei diminutivi vezzosamente lo chiamano, MuMi. 

L’Octopus festival ci propone degli spunti di approfondimento culturale molto interessanti in campo cinematografico, musicale e letterario. Tra queste proposte, siamo stati solleticati dalla presentazione dell’opera prima del regista Germano Scurti: “Elegia per la vita” che si terrà Sabato 5 Luglio alle 19,30. Il lungometraggio è in concorso al Rome Indipendent Film festival e al Bellaria Film Festival.

“Elegia per la vita” tenta di tracciare un ideale congiungimento tra la fame di spazi culturali e di una visione creativa della città contemporanea e la fervente attività dei movimenti artistici e culturali pescaresi degli anni Settanta. La figura attorno al quale ruota la storia è Peppino D’Emilio, fondatore di Convergenze, uno spazio culturale attivo a Pescara tra il 1973 e il 1981, luogo animato dalla volontà di materializzare un’idea di città in cui l’arte sia l’anima del territorio. Convergenze era più di un semplice centro culturale e artistico, era un laboratorio civile e sociale o anche quello che oggi amiamo definire, con spocchia anglofona, un Community Art Center.

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Locandina “Elegia per la vita”

Gli anni settanta, Peppino D’Emilio, Andrea Pazienza, Convergenze : una trama narrativa, quella del regista Germano Scurti, costruita per raccontare il sogno di un uomo che voleva convertire le anime dei suoi simili attraverso l’arte, la cultura, l’espressività. Un esempio dell’impatto che gli artisti di Convergenze cercavano è stato l’Operazione Cavallo di Troia: nella prima metà degli anni ’70, gli artisti convergenti esposero tutti una sola identica opera, la riproduzione fotografica di un cavallo di Troia. Questa operazione fu messa in atto per denunciare ciò che non andava nella città di allora.

L’esperienza di D’Emilio e del suo Convergenze si inseriva in un contesto culturale vivissimo e animato da fermenti disparati: basti pensare alle trasgressive operazioni portate avanti da Mario Pieroni e dai coniugi Durini con le rispettive gallerie, attraverso l’azione di artisti quali Kounellis, Fabro, Merz, Spalletti, De Dominicis e Joseph Beuys.

 

Programma in breve

VENERDi 4 LUGLIO

– 18.00 Sfilata e raduno auto moto d’epoca/cinema

– 18.30 Presentazione del festival e appuntamento con le istituzioni rinfresco

– 19.00 Presentazione del libro “Così Nuda Così Violenta” di Alessandro Tordini con Delia Montebello e Amedeo Polidoro

– 20.00 Cena in 8jazz

– 21.30 intervento Il calcio nei mondiali, tra passato presente e futuro. Ospite Mario Cantarelli

– 22.30 Concerto dei Cinedelika

– 23.30 Live video e concerto dei Pollock Project – Esposizione permanente, stand di dischi in vinile, modernariato, abbigliamento, memorabilia, drink, food

 

SABATO 5 LUGLIO

– 19.00 Sfilata e raduno auto moto d’epoca/cinema

– 19.30 Proiezione “Elagia per la vita” con intervento del regista Germano Scurti

– 20.30 Cena in 8jazz

– 22.00 Concerto dei Farabutti

– 23.30 il Concerto big band dell’ Orchestra Criminale

– 1.00 sfilata adriatica e after party on the beach

– Esposizione permanente, stand di dischi in vinile, modernariato, abbigliamento, memorabilia, drink, food

 

DOMENICA 6 LUGLIO

Bikini Party conclusivo in villa con piscina (villa Marini) dalle 11 del mattino fino a notte fonda con accesso in piscina, drink, food e selezioni musicali di rare groove

** IL FESTIVAL E’ AD INGRESSO LIBERO ** per l’ingresso in piscina è previsto un contributo economico

Sito di riferimento www.octopusfestival.com

 

 

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6 anni di Tube Cult Fest: ce ne parla il suo creatore Davide Straccione [intervista].

16 Apr , 2014  

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Portiamo i nostri rispetti a mister Davide Straccione, front-man degli Zippo e creatore del Tube Cult Fest, il festival più rumoroso dell’Adriatico: stoner, doom, hard’n heavy rock, sludge e altri generi ad alti decibel sono i suoi connotati. Venerdì 18 aprile e Sabato 19 aprile sono i suoi giorni di vita.

Ciao Davide, ma dopo 6 anni di Tube Cult Fest la città di Pescara e l’Abruzzo come hanno recepito il verbo tubcultiano e le sue assordanti proposte musicali?
Sto ancora cercando di capirlo. L’iconografia del valvolone sta entrando piano piano nell’immaginario collettivo, il nome è sulla bocca di tutti ed è in costante crescita, ma solo i più audaci osano addentrarsi tra chitarroni distorti e ritmi ossessivi, perché se non si è avvezzi c’è il rischio di bruciarsi. Il festival è stato per le prime 4 edizioni totalmente gratuito, ma crescendo sono cresciute anche le spese, ed ora è impensabile pagare le band solo spillando birrette. Pescara è estremamente fortunata ad avere il Tube Cult Fest, solo che non lo sa.

 

Non capire il Tube Cult Fest è un problema di spazio: quale sarebbe la location dei tuoi sogni per il Fest a Pescara?
Un posto come l’ex Cofa sarebbe uno spazio incredibilmente valido per un festival del genere, ma viviamo in una città che non sfrutta appieno le proprie potenzialità. Un posto del genere in qualsiasi altro Paese d’Europa sarebbe considerato un bene prezioso, verrebbe recuperato/valorizzato (mai sentito parlare dei Ruins Pub a Budapest?), ma non qui: più ponti, più rotonde, meno centri di aggregazione. Tuttavia la possibilità di fare il fest in 2 locali adiacenti è una cosa totalmente in linea con gli altri festival europei, e mi piace molto la dimensione intima che si instaura in questi casi, in locali di piccole dimensioni. I fan devono poter conoscere le band, parlare con loro, berci una birra insieme, far conoscere loro la centerba, e questa dimensione lo consente ampiamente. Ah, se solo fosse ancora aperto il mitico Mono Spazio Bar, sarebbe stata una triangolazione davvero malvagia.

 

Orange rock cafè e Maze: come hai convinto i proprietari di questi due locali a ospitare il festival più rumoroso dell’Adriatico?
Non ho dovuto convincere proprio nessuno. Sono un frequentatore di entrambi i locali situati in Via Nazario Sauro, e quando ho esposto il mio progetto è stato subito approvato a pieni voti. C’è da dire che all’Orange il Tube Cult Fest è nato quindi non avrei mai accettato un “no” come risposta. Il festival ha visto un evoluzione nel corso degli anni che l’ha portato ad ospitare band del calibro di Karma To Burn, Los Natas, Ufomammut, Kongh; e la line-up di quest’anno spacca il culo.

 

Adesso parliamo di cose serie: ci puoi svelare la scaletta che gli Zippo suoneranno sul palco del Fest?
Pezzi tratti da tutti i nostri album, con particolare attenzione per “Ode To Maximum”, il nostro album di debutto, che presentammo proprio all’Orange nel 2006. Alcuni di quei pezzi li suonavamo già 10 anni fa e il nostro pubblico li apprezzerà certamente. Cazzo, suoniamo insieme da 10 anni, come passa il tempo.

Supereroi contro gli stereotipi: quali stereotipi vengono appioppati al Tube Cult Fest e quali stereotipi tentate di combattere con la vostra iniziativa?
Non saprei quali stereotipi ci vengono appioppati a dire il vero. Il Tube Cult Fest dimostra come un’area tendenzialmente periferica per i concerti e arida di band internazionali, possa ospitare un festival del genere. Verrà gente da tutta Italia e questo per me è motivo di orgoglio, non ho alcuno stereotipo da combattere.

 

Mi puoi fare la parodia dello spettatore tipo del Tube cult Fest?
La musica unisce così tante persone differenti che è difficile delineare uno spettatore tipo. Puoi trovare il metallaro col chiodo e la t-shirt sdrucita di una di quelle band dal logo illegibile, il tipo hippie-friendly coi pantaloni a zampa e la camicia a fiori, quello con la camicia a quadrettoni e dalla possente barba, l’avventore casuale che presenta una serie di variabili altrettanto casuali; una cosa è certa, durante Singata dei Samsara Blues Experiment staranno scuotendo tutti le rispettive teste a sincrono. La musica heavy mette tutti sullo stesso piano.

Puoi fare un’affermazione che ferisce il tuo orgoglio di organizzatore del Tube Cult?
“Scusa, ma è inclusa la consumazione?”

Partendo dal presupposto che tu per noi rappresenti l’heavy rocker “duro e puro”: puoi fare un’affermazione che spacca il tuo cuore di metallaro?
“Tagliati la barba!”

Grazie Davide per aver risposto alle nostre domande, ci vediamo sotto il palco del Tube Cult, se vuoi confermare la tua volontà di metterci nella lista accrediti, basta che batti una volta le mani.
Un fragoroso “Clap!”

 

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Che cos’è un “Selfie per il Tube Cult Fest”?

8 Apr , 2014  

Tube Cult Fest

– Che cos’è un “Selfie per il Tube Cult Fest”? – mi ha chiesto uno dei collaboratori di Subcity. – Un contest che abbiamo organizzato col Tube Cult Fest per regalare tre ingressi al festival– – Ma state fuori, avete chiesto a dei metallari-stonerbestie di farsi dei selfie, quelli se vi incontrano per strada vi tagliano la coccia con le corde affilate delle loro Jackson? –

Questo mi son sentito rispondere da un mio collega subcitiano quando gli ho detto del concorso “Un selfie per il Tube Cult Fest”. Un’affermazione perfetta per ribadire lo stereotipo del metallaro birromane e truculento, e per farmi pronunciare la domanda “Ma perché i metallari esistono ancora?”. “Si che esistono”, ha risposto il mio caro collega, e amico “ma non esistono più i buon vecchi metallari di una volta, quelli che il pop è una bestemmia e ruttare una dichiarazione d’amore, quelli che i capelli lunghi me li lavo col balsamo e i pantaloni sono solo strettissimi, eccetera eccetera”. Dopo questo scambio di battute siamo ancora più convinti del nostro contest e del suo rompere gli schemi. Sapevamo che sarebbe stato difficile far digerire a degli amanti del metallo pesante una pratica proveniente da minchiosissime tendenze da social network. Abbiamo voluto sfidare la sorte, e lo stereotipo, lasciando che gli heavy selfie sarebbero venuti a noi. E poi, mi domando, se un metallaro di quelli oldies può fregiare il suo chiodo o giacca jeans con un meme ante-litteram quale Eddie degli Iron Maiden, non vedo perché  non possa sbracarsi schernendo la pratica mainstream e idiota del selfie con le facce più dissacranti e idiote che possano venirgli in mente. In palio, non dimentichiamolo, ci sono i biglietti del Tube Cult Fest, mica mare, mojito e reggaeton.

Che cos’è il Tube Cult Fest?

Un festival che ha voluto rompere col silenzio in cui sonnecchiava la scena heavy rock e stoner abruzzese. Un’iniziativa partita dalla stoner band Zippo e dal suo front-man Davide Straccione per rompere l’assordante e provinciale silenzio in cui era addormentata la scena heavy pescarese e abruzzese. Pescara, secondo i creatori del Tube Cult,  doveva sturarsi le orecchie a suon di orange e uscire da quell’anonimato musicale in cui tutti i malati di musica heavy, e non solo, tendevano a collocarla. Missione compiuta? Direi di si, visto che negli anni il Fest ha ospitato gli Ufomammut e  i Karma to Burn, tanto per dirne due. Oltre a questi illustri spaccatori di timpani, abbiamo avuto gruppi, come gli stessi Zippo, cresciuti a pane e Tube Cult che adesso dividono importanti palchi internazionali, tra cui quello del Desert Fest, con mastodonti del genere quali Orange Goblin, Karma to burn, Zu, Ufomammut, Colour Haze.

Una guerra contro il provincialismo sordo combattuta a suon di decibel.

Il Tube Cult ha vinto sei battaglie, una più ardua dell’altra e, tolta la ritirata strategica del 2013, anno in cui i suoni elefantiaci del Fest sono rimasti seduti, ha vissuto un crescendo. Quest’anno gli abitanti della zona tra Maze e Orange hanno già prenotato la visita dall’otorino, terrorizzati dalla possibile sordità. I più temuti dai padiglioni auricolari di tutta la città, e oltre, sono i Whitehorse, band australiana definita da Davide Straccione come la “nuova unità di misura” per calcolare i picchi di decibel, non quelli che superano le soglie consentite dalla legge, ma quelli che vanno oltre i limiti della sopportazione umana. Oltre a questi cavalli furiosi avremo i Samsara Blues Experiment, e tanti altri, i cui nomi troverete fra un paio di righe. Per gli ascolti vi consigliamo il sito ufficiale del festival, lì troverete tutto quello che vi serve, nel frattempo vi lasciamo con un brano spacca chiappe e con la certezza che voi, metallari o no, sto Selfie per vincere gli ingressi gratuiti al Tube Cult siete già corsi a farvelo.

 

Programma

SAMSARA BLUES EXPERIMENT (Berlino, GER)
heavy-psych combo berlinese

Sabato 19 aprile 2014 –  Orange Rock Café, Pescara

WHITEHORSE (Melbourne, AUS)
Bestia proviene dall’Australia

Sabato 19 aprile 2014 – Orange, Pescara

GLITTER WIZARD (San Francisco, USA)
Garage/glam/prog/psychedelic/retro-rock band più pazza d’America.

Sabato 19 aprile 2014 – Maze, Pescara

ZIPPO (Pescara, IT)
Dieci anni e non sentirli

Venerdì 18 aprile 2014 – Orange, Pescara

MOMBU (Roma, IT)
Mostruoso duo Voodoom

Sabato 19 aprile 2014 – Maze, Pescara

CARONTE (Parma, IT)
Il lato oscuro del doom

Sabato 19 aprile 2014 – Orange, Pescara

ZOLLE (Bruzzelle, IT)
Ultra Heavy Rock dalla Longobardia (non chiamatelo sludge per favore)

Venerdì 18 aprile 2014 – Maze, Pescara

HAW (Budapest, HU)
Bestie da soma istruite

Venerdì 18 aprile 2014 – Orange, Pescara

THE WHIRLINGS (L’Aquila, IT)
L’anima sensibile dello stoner rock

Sabato 19 aprile 2014 – Maze, Pescara

NAGA (Napoli, IT)
La muta del serpente è completata

Venerdì 18 aprile 2014 – Orange, Pescara

SONS OF REVOLUTION (Teramo, IT)
Rivoluzione Rock Blues

Venerdì 18 aprile 2014 – Maze, Pescara

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