Linguaggi,Musica

Palenque Pacal, l’elettronica astrale del power trio

24 Apr , 2015  

Code 2015, Subcity Abruzzo

CODE 2015 – MUSEOLABORATORIO di Città Sant’Angelo ore 23.00: Palenque Pacal, IT

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Luoghi

Un posto da chiamare casa: Il mondo degli House Concert in Abruzzo

18 Feb , 2015  

house concert, Pescara

Il fenomeno degli House Concerts è fortemente in ascesa, vuoi per la crisi della musica dal vivo con la successiva chiusura o riconversione di molti locali, vuoi per la ricerca da parte di un pubblico sempre più attento di un rapporto più intimo con gli artisti e la loro proposta musicale.

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Il Majella Sound Camp supporta la scena musicale abruzzese.

25 Giu , 2014  

majella-sound-camp-San-Valentino

Festival di Arte, Musica e Natura che si tiene il 27 / 28 / 29 Giugno a San Valentino, in provincia di Pescara. Sarete liberi di campeggiare e potrete entrare gratis ad ogni evento. Al Majella sound camp il tempo rallenta la sua corsa, almeno l’anno scorso è stato così:

Majella sound camp 2013 – SubcityTV

“rete a supporto della scena musicale abruzzese”: una comunione di intenti per poter abbattere i problemi economici, le distanze, le abitudini e i problemi tecnici che hanno sempre sfavorito il nascere di spazi comuni o locali, club in cui poter offrire, ascoltare e vivere esperienze musicali edificanti.

Alex Maiorano and The Black Tales – venerdì 27 Giugno @ Majella Sound Camp

Domenica 29 Giugno alle 16,30 si incontreranno band e musicisti locali, etichette discografiche e agenzie di booking, uffici stampa e organizzatori di eventi: Umberto Palazzo, Paolo Visci (Indie Rocket Festival), Alberto Quadri (Quadri Project), Raffaella tenaglia (Pixie promotion), Paolo Paolucci (Onde Sonore festival) DeAmbula record, Dischi del Minollo, Protosound, V4V, Ridens Record, Twelve record e tanti altri che non stiamo qui ad elencare, ma fondamentali per la riuscita del dibattito.

Lo scopo di tanto assembleare è la raccolta di idee volta allo sviluppo di azioni concrete atte a coordinare le esigenze degli organizzatori di eventi musicali (locali, festival eccetera) con i musicisti, le etichette discografiche e le agenzie di booking che ne sono protagonisti, li supportano e li promuovono al pubblico.

Il Pubblico, l’audience, deve essere il punto di partenza delle azioni. A questo proposito il nostro sito ha intervistato Alberto Quadri, del Quadri project, coach musicale che individua proprio nel pubblico il primo aspetto su cui lavorare. Vi anticipo che, secondo Quadri, il primo passo devono compierlo i musicisti stessi, andando ad ascoltare i concerti dei loro colleghi, e viceversa. Il supporto reciproco tra musicisti e il passaparola affolla i locali che puntano ad una programmazione di musica dal vivo inedita e a kilometro zero. Più pubblico nel locale che propone musica originale di qualità = più serate di musica originale di qualità: questa equazione è tanto conosciuta quanto spesso dimenticata dalla maggioranza degli interessati allo sviluppo della scena musicale, scrivente compreso.

Sonic Jesus – sabato 28 Giugno @ Majella Sound Camp

Dopo il dibattito, a cui il nostro sito interverrà, proponendo delle idee editoriali a supporto della scena musicale abruzzese, si tornerà beati ad ascoltare dell’ottima musica dal vivo. Immersi nel paradisiaco “Boschetto” di San Valentino potrete gustarvi alle 18 i Giuradei, pronti a deliziarci col cantautorato rock del buon Ettore.

I Giuradei – Domenica 29 Giugno @ Majella Sound Camp

La Domenica del Majella Sound Camp propone altri due gruppi musicali, rigorosamente a kilometro zero, I Giorni dell’Assenzio e In soul veritas, a chiudere la serata il dj-set di Stefano D’Elia.

Domenica è il giorno in cui si parlerà anche di lavoro e cooperative, alle ore 15,30, nel fresco delle piazzole attrezzate e lontani dai frastuoni dei soundcheck provenienti dal palco principale. Dalle 10 del mattino in poi il Boschetto sarà animato da “La Fiera della Domenica”: contadini, artigiani, giochi per bambini e laboratori, parole che fanno rima con eco sostenibilità, beni comuni, autogestione, eventi a rifiuti zero e pranzi genuini.

Per le giornate di Venerdì e Sabato potete consultare il programma che segue:

Programma Majella Sound Camp 2014


Venerdì 27 Giugno (21.00 – 02.00)

Vinyl Area
Dj Federico F
The Funky Photographer

Main Stage
Alex Maiorano and The Black Tales
Radio Shakedown
Dr.Quentin
Horobi (Dj + Visual Set)

Jungle Stage
Emanuele Scipione
Legal & Subject
mc Storm

Radio Shakedown

Saturday 28 June (18.00 – 02.30)

Vinyl Area
Dj Rebel Suonho
Dj Mao

Main Stage

Sonic Jesus
Above the Tree & Drum Ensemble du Beat
Kill Your Boyfriend
Mica and the Bastard Kollektiv (Dj + Visual Set)

Jungle Stage
Sleng Teng + (Fat Friday’s Squad)
Rude Massive

Above the Tree & Drum Ensemble du Beat 

 

http://www.majellasoundcamp.com/

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6 anni di Tube Cult Fest: ce ne parla il suo creatore Davide Straccione [intervista].

16 Apr , 2014  

tube-cult-fest-2014

Portiamo i nostri rispetti a mister Davide Straccione, front-man degli Zippo e creatore del Tube Cult Fest, il festival più rumoroso dell’Adriatico: stoner, doom, hard’n heavy rock, sludge e altri generi ad alti decibel sono i suoi connotati. Venerdì 18 aprile e Sabato 19 aprile sono i suoi giorni di vita.

Ciao Davide, ma dopo 6 anni di Tube Cult Fest la città di Pescara e l’Abruzzo come hanno recepito il verbo tubcultiano e le sue assordanti proposte musicali?
Sto ancora cercando di capirlo. L’iconografia del valvolone sta entrando piano piano nell’immaginario collettivo, il nome è sulla bocca di tutti ed è in costante crescita, ma solo i più audaci osano addentrarsi tra chitarroni distorti e ritmi ossessivi, perché se non si è avvezzi c’è il rischio di bruciarsi. Il festival è stato per le prime 4 edizioni totalmente gratuito, ma crescendo sono cresciute anche le spese, ed ora è impensabile pagare le band solo spillando birrette. Pescara è estremamente fortunata ad avere il Tube Cult Fest, solo che non lo sa.

 

Non capire il Tube Cult Fest è un problema di spazio: quale sarebbe la location dei tuoi sogni per il Fest a Pescara?
Un posto come l’ex Cofa sarebbe uno spazio incredibilmente valido per un festival del genere, ma viviamo in una città che non sfrutta appieno le proprie potenzialità. Un posto del genere in qualsiasi altro Paese d’Europa sarebbe considerato un bene prezioso, verrebbe recuperato/valorizzato (mai sentito parlare dei Ruins Pub a Budapest?), ma non qui: più ponti, più rotonde, meno centri di aggregazione. Tuttavia la possibilità di fare il fest in 2 locali adiacenti è una cosa totalmente in linea con gli altri festival europei, e mi piace molto la dimensione intima che si instaura in questi casi, in locali di piccole dimensioni. I fan devono poter conoscere le band, parlare con loro, berci una birra insieme, far conoscere loro la centerba, e questa dimensione lo consente ampiamente. Ah, se solo fosse ancora aperto il mitico Mono Spazio Bar, sarebbe stata una triangolazione davvero malvagia.

 

Orange rock cafè e Maze: come hai convinto i proprietari di questi due locali a ospitare il festival più rumoroso dell’Adriatico?
Non ho dovuto convincere proprio nessuno. Sono un frequentatore di entrambi i locali situati in Via Nazario Sauro, e quando ho esposto il mio progetto è stato subito approvato a pieni voti. C’è da dire che all’Orange il Tube Cult Fest è nato quindi non avrei mai accettato un “no” come risposta. Il festival ha visto un evoluzione nel corso degli anni che l’ha portato ad ospitare band del calibro di Karma To Burn, Los Natas, Ufomammut, Kongh; e la line-up di quest’anno spacca il culo.

 

Adesso parliamo di cose serie: ci puoi svelare la scaletta che gli Zippo suoneranno sul palco del Fest?
Pezzi tratti da tutti i nostri album, con particolare attenzione per “Ode To Maximum”, il nostro album di debutto, che presentammo proprio all’Orange nel 2006. Alcuni di quei pezzi li suonavamo già 10 anni fa e il nostro pubblico li apprezzerà certamente. Cazzo, suoniamo insieme da 10 anni, come passa il tempo.

Supereroi contro gli stereotipi: quali stereotipi vengono appioppati al Tube Cult Fest e quali stereotipi tentate di combattere con la vostra iniziativa?
Non saprei quali stereotipi ci vengono appioppati a dire il vero. Il Tube Cult Fest dimostra come un’area tendenzialmente periferica per i concerti e arida di band internazionali, possa ospitare un festival del genere. Verrà gente da tutta Italia e questo per me è motivo di orgoglio, non ho alcuno stereotipo da combattere.

 

Mi puoi fare la parodia dello spettatore tipo del Tube cult Fest?
La musica unisce così tante persone differenti che è difficile delineare uno spettatore tipo. Puoi trovare il metallaro col chiodo e la t-shirt sdrucita di una di quelle band dal logo illegibile, il tipo hippie-friendly coi pantaloni a zampa e la camicia a fiori, quello con la camicia a quadrettoni e dalla possente barba, l’avventore casuale che presenta una serie di variabili altrettanto casuali; una cosa è certa, durante Singata dei Samsara Blues Experiment staranno scuotendo tutti le rispettive teste a sincrono. La musica heavy mette tutti sullo stesso piano.

Puoi fare un’affermazione che ferisce il tuo orgoglio di organizzatore del Tube Cult?
“Scusa, ma è inclusa la consumazione?”

Partendo dal presupposto che tu per noi rappresenti l’heavy rocker “duro e puro”: puoi fare un’affermazione che spacca il tuo cuore di metallaro?
“Tagliati la barba!”

Grazie Davide per aver risposto alle nostre domande, ci vediamo sotto il palco del Tube Cult, se vuoi confermare la tua volontà di metterci nella lista accrediti, basta che batti una volta le mani.
Un fragoroso “Clap!”

 

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Che cos’è un “Selfie per il Tube Cult Fest”?

8 Apr , 2014  

Tube Cult Fest

– Che cos’è un “Selfie per il Tube Cult Fest”? – mi ha chiesto uno dei collaboratori di Subcity. – Un contest che abbiamo organizzato col Tube Cult Fest per regalare tre ingressi al festival– – Ma state fuori, avete chiesto a dei metallari-stonerbestie di farsi dei selfie, quelli se vi incontrano per strada vi tagliano la coccia con le corde affilate delle loro Jackson? –

Questo mi son sentito rispondere da un mio collega subcitiano quando gli ho detto del concorso “Un selfie per il Tube Cult Fest”. Un’affermazione perfetta per ribadire lo stereotipo del metallaro birromane e truculento, e per farmi pronunciare la domanda “Ma perché i metallari esistono ancora?”. “Si che esistono”, ha risposto il mio caro collega, e amico “ma non esistono più i buon vecchi metallari di una volta, quelli che il pop è una bestemmia e ruttare una dichiarazione d’amore, quelli che i capelli lunghi me li lavo col balsamo e i pantaloni sono solo strettissimi, eccetera eccetera”. Dopo questo scambio di battute siamo ancora più convinti del nostro contest e del suo rompere gli schemi. Sapevamo che sarebbe stato difficile far digerire a degli amanti del metallo pesante una pratica proveniente da minchiosissime tendenze da social network. Abbiamo voluto sfidare la sorte, e lo stereotipo, lasciando che gli heavy selfie sarebbero venuti a noi. E poi, mi domando, se un metallaro di quelli oldies può fregiare il suo chiodo o giacca jeans con un meme ante-litteram quale Eddie degli Iron Maiden, non vedo perché  non possa sbracarsi schernendo la pratica mainstream e idiota del selfie con le facce più dissacranti e idiote che possano venirgli in mente. In palio, non dimentichiamolo, ci sono i biglietti del Tube Cult Fest, mica mare, mojito e reggaeton.

Che cos’è il Tube Cult Fest?

Un festival che ha voluto rompere col silenzio in cui sonnecchiava la scena heavy rock e stoner abruzzese. Un’iniziativa partita dalla stoner band Zippo e dal suo front-man Davide Straccione per rompere l’assordante e provinciale silenzio in cui era addormentata la scena heavy pescarese e abruzzese. Pescara, secondo i creatori del Tube Cult,  doveva sturarsi le orecchie a suon di orange e uscire da quell’anonimato musicale in cui tutti i malati di musica heavy, e non solo, tendevano a collocarla. Missione compiuta? Direi di si, visto che negli anni il Fest ha ospitato gli Ufomammut e  i Karma to Burn, tanto per dirne due. Oltre a questi illustri spaccatori di timpani, abbiamo avuto gruppi, come gli stessi Zippo, cresciuti a pane e Tube Cult che adesso dividono importanti palchi internazionali, tra cui quello del Desert Fest, con mastodonti del genere quali Orange Goblin, Karma to burn, Zu, Ufomammut, Colour Haze.

Una guerra contro il provincialismo sordo combattuta a suon di decibel.

Il Tube Cult ha vinto sei battaglie, una più ardua dell’altra e, tolta la ritirata strategica del 2013, anno in cui i suoni elefantiaci del Fest sono rimasti seduti, ha vissuto un crescendo. Quest’anno gli abitanti della zona tra Maze e Orange hanno già prenotato la visita dall’otorino, terrorizzati dalla possibile sordità. I più temuti dai padiglioni auricolari di tutta la città, e oltre, sono i Whitehorse, band australiana definita da Davide Straccione come la “nuova unità di misura” per calcolare i picchi di decibel, non quelli che superano le soglie consentite dalla legge, ma quelli che vanno oltre i limiti della sopportazione umana. Oltre a questi cavalli furiosi avremo i Samsara Blues Experiment, e tanti altri, i cui nomi troverete fra un paio di righe. Per gli ascolti vi consigliamo il sito ufficiale del festival, lì troverete tutto quello che vi serve, nel frattempo vi lasciamo con un brano spacca chiappe e con la certezza che voi, metallari o no, sto Selfie per vincere gli ingressi gratuiti al Tube Cult siete già corsi a farvelo.

 

Programma

SAMSARA BLUES EXPERIMENT (Berlino, GER)
heavy-psych combo berlinese

Sabato 19 aprile 2014 –  Orange Rock Café, Pescara

WHITEHORSE (Melbourne, AUS)
Bestia proviene dall’Australia

Sabato 19 aprile 2014 – Orange, Pescara

GLITTER WIZARD (San Francisco, USA)
Garage/glam/prog/psychedelic/retro-rock band più pazza d’America.

Sabato 19 aprile 2014 – Maze, Pescara

ZIPPO (Pescara, IT)
Dieci anni e non sentirli

Venerdì 18 aprile 2014 – Orange, Pescara

MOMBU (Roma, IT)
Mostruoso duo Voodoom

Sabato 19 aprile 2014 – Maze, Pescara

CARONTE (Parma, IT)
Il lato oscuro del doom

Sabato 19 aprile 2014 – Orange, Pescara

ZOLLE (Bruzzelle, IT)
Ultra Heavy Rock dalla Longobardia (non chiamatelo sludge per favore)

Venerdì 18 aprile 2014 – Maze, Pescara

HAW (Budapest, HU)
Bestie da soma istruite

Venerdì 18 aprile 2014 – Orange, Pescara

THE WHIRLINGS (L’Aquila, IT)
L’anima sensibile dello stoner rock

Sabato 19 aprile 2014 – Maze, Pescara

NAGA (Napoli, IT)
La muta del serpente è completata

Venerdì 18 aprile 2014 – Orange, Pescara

SONS OF REVOLUTION (Teramo, IT)
Rivoluzione Rock Blues

Venerdì 18 aprile 2014 – Maze, Pescara

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La Pescara di Mutiny: demotivatori culturali e cover band di “sta-minchia”

29 Ott , 2013  

Pescara. Mutiny. The vibrators live

“Sembra che alla polizia, ai vigili e ai cittadini insonni di questa città saltino le coronarie solo se sentono una nota suonata da uno strumento reale, ma rimangono impassibili se il suono proviene da una fottuta consolle”

Questa è la realtà con cui Mutiny ha dovuto spesso confrontarsi, perché i pensionati insonni muovono la vita culturale pescarese, soprattutto se muniti di telefono e forze dell’ordine all’altro capo del filo, e la città che fu di Flaiano a D’Annunzio ospita alcuni fra i migliori demotivatori culturali al soldo dell’Inps. Ma il collettivo Mutiny, che collettivo non è visto che ama definirsi come “un nome che io (Federico) e Luca (Falcone) abbiamo deciso di dare a ciò che facciamo da quando siamo ragazzini ovvero cercare di organizzare e trovare spazi per suonare e far suonare la musica che ci piace” è un concentrato di “supereoi contro la municipale” che sa come fronteggiare gli assalti dei demotivatori pescaresi e gli avanzamenti delle cover band di sta-minchia che dilagano nella città natale d’annunziana.

La scena musicale pescarese

Quando gli Ammutinati aprono la bocca, per dire la loro sulla scena musicale cittadina, ti scende quasi la lacrimuccia, perché questi disertori guidano la scialuppa di salvataggio verso orizzonti necessari alla sopravvivenza di una vera cultura musicale, impavidi sventolano il vessillo di una musica di “strada” e di un pubblico che la sostiene, in fibrillante attesa del “concerto sotto casa, dell’aggregazione e degli spazi” per non essere più ostaggio dei “dj-set preconfezionati e delle cover band”, sotto-entità musicali che “parlano con le parole degli altri perché non hanno niente da dire e perché cercano il facile consenso, senza creare né lasciare nulla alle generazioni che crescono, se non il triste messaggio fatti due soldi con ciò che è stato già fatto, è il meglio che puoi fare“. E adesso asciugatevi gli occhi, che la compagnia degli Ammutinati non ha nessuna intenzione di commuovervi ma, al contrario, di far rinascere la vostra voglia di urlare tutta la rabbia che avete in corpo, suonando la vostra musica e usando la vostra creatività, col linguaggio a voi più famigliare “fregandosene del facile consenso, buono per i locali dove si balla sui tavoli”.

Coltiviamo la rabbia dal 2009!

Creare una scena musicale, coltivare la creatività svincolata dal mercato e dalla convenienza, collaborare con collettivi e gruppi affini, questo è quello che fa Mutiny dal 2009, anno in cui Luca, Federico, Francesca “Nana” Di Santo e Lo Smilzo vanno in onda su Radio Città con il programma “From the east cost”. L’anno dopo Mutiny è al Lalla, per organizzare la serata del mercoledì, dando spazio alla musica Punk, Hardcore, Ska, Rockabilly e portando al Qube club la storica punk band britannica Vibrators.

E poi non possiamo dimenticare il “Joe Strummer tribute”, serata in onore del leader dei The Clash, che va ormai avanti da quattro anni e che si è “fregiata” anche di un’aggressione di gruppi antagonisti, con molta probabilità di destra fascista, a dimostrazione del fatto che gli Ammutinati smuovono le acque, creano dissenso e pensiero critico, dando fastidio a qualcuno.

Il Pescara Hardcore Fest VI è un’altra spilletta sul bavero dei cappottini neri di Luca Falcone e compagni. In questa occasione gli Ammutinati hanno dato una mano al Pescara Hardcore Movement di Ivano Di Marco e soci, ospitando in quel di Topografia una parata di gruppi iper-attivi nella scena hardcore nazionale e internazionale:  Strenght approach, Vibratacore, MUD,  Still Nervous, Lexicon Davis, SexSaints, Starless, oltre al gruppo punk formato da alcuni dei componenti di Mutiny KEET’EM MURT .


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