Luoghi

#CODE2015 e l’affabulazione del Museolaboratorio

11 Mag , 2015  

#CODE2015

Il 25 Aprile 2015, tramite l’associazione Ruva, CODE si è proposto di ‘ripartire dagli ottimi risultati della sua prima edizione per indagare e riscoprire l’avanguardia italiana storica.(…)

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Città San Angelo: LUX 01 al Museolaboratorio

16 Ott , 2014  

William Bansinski

Lux tradotto dal latino significa luce che manca nei colori e nelle musiche melanconiche che accompagnano le opere dei due artisti, ma che si ritrova nel significato finale delle loro visioni.

Videoarte e musica insieme per un nuovo appuntamento di arte visiva contemporanea al Museolaboratorio ex manifattura tabacchi di Città Sant’Angelo.
La staticità di un normale museo incontra l’attività di laboratorio, giusta commistione per ospitare opere di artisti contempoanei.
Dal 18 ottobre al 19 novembre due artisti americani, James Elaine e William Basinski, riempiranno il museo con le loro note ed i loro video.

Museolaboratorio Città San Angelo

Città Sant’Angelo risponde a questo appello ospitando mostre nel suo Museolaboratorio, nato nel 1998 grazie alla volontà comunale e portata avanti dal direttore artistico Enzo De Leonibus.

I suoni di Basinski incorniceranno l’arte di Elaine tra le varie sale del Museolaboratorio svelando le visioni dei due artisti.
La prospettiva artistica di Basinski e Elaine riflette l’asservimento dell’uomo al tutto, spezzato da malinconiche note che denotano delle variazioni che cambiano l’abitudine.

Programma

18 Ottobre – 16 Novembre 2014
Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi
Vico Lupinato 1, Città Sant’Angelo (Pescara) – Italia

Inaugurazione 18 Ottobre 2014, ore 19

ingresso
1 euro offerta

orari di apertura
tutti i giorni dalle ore 18:00 alle 21:00 o su appuntamento,
chiuso lunedì e martedì.
info 3281868850, 3271015880

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Enzo Cucchi si è fermato al Laboratorio per le Arti Contemporanee di Teramo.

7 Ott , 2014  

Enzo Cucchi a Teramo.

L’ARCA, laboratorio per le arti contemporanee di Teramo, ospita al suo interno la personale di un grande artista internazionale, Enzo Cucchi. In un primo tempo la mostra del pittore doveva essere ospitata dal 4 luglio al 31 agosto, ma fortunatamente è stata prorogata fino al 12 ottobre, grazie al grande successo che ha ottenuto l’esposizione.

L’esposizione è curata da Giacinto Di Pietrantonio e Umberto Palestini. Inoltre le scuole medie superiori, grazie al supporto di laboratori didattici, studieranno le opere del pittore Enzo Cucchi e le tecniche di allestimento museale.
Cucchi è un esponente della “transavanguardia” come definiva Achille Bonito Oliva, critico d’arte, questa corrente artistica.
Verso la fine degli anni ’70 venne creata questa nuova definizione d’arte.
L’arte è creatività che deriva dall’artista il quale si fa condizionare dalla situazione che vive nel periodo storico e dalle emozioni che cercano sempre di trovare nuove strade per esprimersi.

La transavanguardia a Teramo.

Achille Bonito Oliva descrive così questa corrente artistica: “La transavanguardia ha risposto in termini contestuali alla catastrofe generalizzata della storia e della cultura, aprendosi verso una posizione di superamento del puro materialismo di tecniche e nuovi materiali e approdando al recupero dell’inattualità della pittura, intesa come capacità di restituire al processo creativo il carattere di un intenso erotismo, lo spessore di un’immagine che non si priva del piacere della rappresentazione e della narrazione”

Cucchi esprime liberamente attraverso dei simboli varie situazioni usando materiali differenti che prendono forma rivelando la sua interiorità.

“Se devo descrivere il mio lavoro, posso farlo solo in relazione al suo aspetto tecnico, ai materiali usati dato che spesso prima di cominciare non ho idee chiare. Per esempio posso parlare del gessetto che ho usato, delle sue misure precise, anche se preferirei ascoltare qualcuno che parla dei fantasmi che si ammassano attorno al pennello”

Cucchi nasce a Morro d’Alba in provincia di Ancona e si avvicina alla pittura come autodidatta, quindi libero dagli insegnamenti che ingabbiano la creatività e che confinano l’artista e la sua voglia di esprimersi all’interno delle regole.
Lascia la pittura per la poesia: riavvicinantosi alla prima arte dopo la metà degli anni ’70, conosce e lavora con Sandro Chia e Francesco Clemente.
All’inizio degli anni ’80 viene riconosciuto anche all’estero ed inizia a collaborare con le più importanti gallerie.
Le opere di Cucchi non sono confinate solo all’interno delle mura di gallerie, ma trovano spazio anche all’aperto come quelle collocate al Bruglinger Park di Basilea (1984), il Louisiana Museum of Modern Art di Humlebaek, Copenhagen (1985), la fontana nel giardino del Museo Pecci di Prato (1988) e la Fontana d’Italia all’ingresso della York University di Toronto (1993).
Se un’opera vuole definirsi come nuova allora deve contenere tutto il vecchio già prodotto, pensato, sofferto e digerito e, rifiutandolo, deve prodursi da quella cenere, che è solida però come fondamenta” sostiene Cucchi, ed in effetti, il nuovo deriva dal vecchio, la base è il vecchio.
Le opere esposte a Teramo sono basate sulla realtà teramana e contengono un linguaggio narrativo che dà loro voce. Alcune ceramiche son state realizzate, dall’artista, a Castelli.

Cucchi è un esponente della “transavanguardia” come definiva Achille Bonito Oliva, critico d'arte, questa corrente artistica.

“Non mi preoccupo dove va un mio quadro. Non faccio i quadri per mandarli in un luogo. Il quadro si fa per alzare il livello di civiltà che riguarda tutti noi”.

Riguardo ai teschi che realizza nelle sue opere.

“Si può parlare della vita solo attraverso la morte, camminiamo sopra la morte. Pensate quanti morti ci sono sotto terra, pensate quanti siamo noi vivi, al confronto niente, anzi quello che mangiamo viene dai morti. Il cimitero fa parte del mio paesaggio è una delle cose che conosco meglio, ho sempre vissuto in luoghi remoti dove il cimitero era la cosa più importante di tutte. Nelle campagne si trovano molto spesso dei teschi, si tratta di un’immagine non di un soggetto. Il mio cimitero vive. A Napoli, tra una compera e l’altra,  le donne vanno a parlare con il teschio e non c’è nulla di drammatico. Cézanne dipingeva mele, i miei teschi sono le mie mele”.

Per Cucchi un quadro si deve fare quando se ne sente la necessità e si possono adoperare tanti materiali. Non resta che andare ad ammirare le sue opere a Teramo, Largo San Matteo, presso L’ARCA, Laboratorio per le arti contemporanee.

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Arte,Linguaggi

Essere Laico: Gino Sabatini Odoardi.

24 Set , 2014  

Tutela delle minoranze

“Essere Laico” è il titolo del video di Marco Paolini adottato dal Festival Mediterraneo della Laicità come manifesto per la sua settima edizione.

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Arte,Linguaggi

MAD: elogio al ferrovecchio.

14 Lug , 2014  

sfondo-MAD per Subcity.it.

Questo mese abbandoniamo pennelli e colori per buttarci a capofitto tra le sculture in metallo riciclato di Gianni Colangelo, in arte MAD. Non assicuriamo un atterraggio morbido ma siamo sicuri di stupirvi con il talento e la bravura di questo giovane artista della valle Peligna, autore dello sfondo del mese di Subcity.

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Linguaggi

Il linguaggio della natura: l’arte di Idrami Animabili.

22 Mag , 2014  

Idrami-animabili

Questo mese  raddoppiamo  grazie ad Idrami Animabili il duo artistico composto da Chiara Druda  e Danny Jorket. Il progetto nato nell’autunno del 2012 sin da subito si è distinto per le numerose presenze registrate in tutta Italia all’interno di importanti festival ed eventi legati al mondo della Street art.  Come sempre ringraziamo gli artisti per l’immagine che farà da sfondo al nostro sito.

 

Idrami Animabili

Danny con Idrami Animabili hanno trovato un terreno di incontro all’interno del quale poter portare avanti un discorso artistico condiviso. Ciò non impedisce ad entrambi di intraprendere avventure individuali in contemporanea all’esperienza di Idrami Animabili.

“Idrami Animabili è una sorta di percorso, tutto ciò che incontriamo in un modo o nell’altro finisce per essere utilizzato, non c’è una divisione di ruoli, facciamo tutto insieme, liberamente, rispettando la libertà dell’altro.”

 

Idrami Animabili @ ex SNIA VISCOSA (Rome, Italy)

Danny e Chiara si esprimono soprattutto attraverso la creazione di graffiti in contesti urbani. Nei loro lavori  tuttavia confluiscono materiali e tecniche differenti,  in un groviglio creativo capace di accogliere pittura, ceramica, stencil, scultura e sticker art.

 

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Elogio di Leonardo. Opera Pubblica presso Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci Pescara (particolare)

 

Ogni opera  si sviluppa in armonia con l’ambiente circostante per restituire agli scenari cittadini una traccia del mondo naturale perduto. Ogni adesivo, disegno o piastrella testimonia questa volontà, con una particolare attenzione verso le piccole cose della natura, siano esse insetti, germogli o creature antropomorfizzate.

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Piro Project @ Artindipendenti Ex Snia

 

“Portiamo la bellezza e la lingua della natura dove non c’è più.”

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Affascinati dal linguaggio primitivo dei graffiti preistorici Chiara e Danny nei loro lavori inglobano elementi decorativi e simbolici, imput visivi e figure nate dal miscuglio di forme umane ed animali. Soggetti visionari che ancora una volta sottolineano il profondo legame tra l’arte di Idrami Animabili ed il mondo naturale.

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Ultimatum, Boom art festival , Gran Teatro Puccini (opera permanente), Viareggio

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Chiara e Danny insieme ad altri numerosi artisti fanno parte di una rete di scambio di opere d’ arte su formato adesivo. Tuttavia le azioni artistiche di Idrami Animabili non si fermano alla semplice Sticker Art; Danny e Chiara, partendo dai medesimi presupposti degli adesivi, diffondono nei diversi contesti urbani le piastrelle realizzate in ceramica. Concepite come inserti altamente significanti, il loro valore va oltre il semplice decorativismo sebbene la loro presenza si accordi perfettamente con il contesto circostante.

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Roma, Viareggio, Lucca, Pescara, Ancona sono alcune delle città in cui osservando con particolare attenzione si possono trovare le loro piccole creazioni. La loro disposizione può essere casuale o stabilita in base ai criteri di visibilità, rispondendo comunque alla volontà di lasciare tracce significative e resistenti nel tempo.

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La multiforme attività di Idrami animabili si esprime dunque attraverso forme, materiali e tecniche differenti. Non solo street art in senso stretto, ma anche opere pubbliche ed oggetti di uso comune in ceramica. Germina, opera commemorativa realizzata a Pineto, si compone di tre sculture in pietra della Majella con inserti di ceramica dipinta e ferro lavorato a mano.

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Germina

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Nell’estate del 2013 a Francavilla al Mare, Idrami Animabili ha realizzato per l’evento Michetti OFF l’opera Trancio. Collocata sulla parete del sottopasso che dalla chiesa di Santa Liberata porta a Viale Nettuno il lavoro si presenta come il giusto mix tra disegno e  ceramica. Il corpo del Leviatano, il mostro marino della tradizione cristiana e dalla forza incontrollabile, si sviluppa in un contesto urbano a simboleggiare la perdita della sua potenza; la testa è stata invece realizzata su uno dei cassoni del porto alla foce del fiume Alento.

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Trancio

Il significato del soggetto biblico viene però rovesciato: la terribile creatura che nella bocca trattiene un uomo diventa l’elemento capace di riconciliare l’uomo con l’ambiente naturale, restituendolo al mare

 Realizzazione Trancio – video di Lorenzo Kamerlengo

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Trancio, particolare del porto

 


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Trame e minimalismo cromatico: le installazioni di Bruno Cerasi

8 Apr , 2014  

immagine-evidenza-cerasi

Per il nostro abituale appuntamento con gli artisti contemporanei abruzzesi riprendiamo da dove avevamo lasciato Jukuki e Danny Jorket, ovvero nei pressi del Mumi di Francavilla al Mare per  la mostra Mutaforma. Qui  ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con Bruno Cerasi, il quale  in collaborazione con Giustino di Gregorio ha realizzato Oxygen, installazione che ha riscosso un notevole interesse da parte del pubblico. 

Bruno Cerasi - Giustino Di Gregorio, OXYGEN.

Bruno Cerasi – Giustino Di Gregorio, OXYGEN, Installazione/Light design, 2014

un particolare di K(NEW)LEDGE, installazione realizzata da Bruno  in occasione della manifestazione Orto dell’arte ad Ortucchio (AQ) nel 2013.

Bruno Cerasi, installazione, 2012.

Installazione, materiali vari, 2012

Bolognese di nascita ma abruzzese d’adozione, dopo aver abbandonato gli studi in ingegneria Bruno ha portato avanti il suo percorso  artistico operando una serie di riflessioni  sui rapporti umani, indagandone le relazioni e le interazioni : ambientazioni quotidiane che richiamano luoghi e gesti comuni, fitte trame che legano oggetti  apparentemente banali ma capaci di evocare parole ed  assenze.

Bruno Cerasi, Human Needs @Affittarti.

Human Needs @Affittarti, Installazione/ready-made, Asse & ferro da stiro, smalti, fili, camicia, 2013

Il dato umano,  collocato in una dimensione altra rispetto allo spazio artistico in senso stretto è generalmente assente.  Agli oggetti  è demandato il compito di suggerire, attraverso  un intricato gioco di fili,  il richiamo alle persone, ai legami e alle loro difficoltà relazionali e comunicative.

Human Needs @ Alviani ArtSpace – Pescara.

Particolare, Human Needs @ Alviani ArtSpace – Pescara.

L’umanità con i suoi bisogni e le sue incapacità relazionali è dunque la  protagonista indiscussa della ricerca di Cerasi. Una tavola imbandita con grande cura ed attenzione per i dettami del galateo , finisce così per incarnare un’abbuffata simbolica, dove all’ipertrofia dei mezzi e delle possibilità  corrisponde un senso di  vacuità e di insensata fissità

Human Needs @ Alviani ArtSpace – Pescara.

Human Needs @ Alviani ArtSpace – Pescara, 4 agosto – 8 settembre 2013

La riflessione su un’umanità bloccata dalle infinite possibilità offerte dei mezzi di comunicazione predomina anche nell’installazione realizzata per Apertamente a Pescina (AQ). Qui oltre ai fili, la presenza della pellicola VHS sottolinea ancora una volta il ruolo giocato da una comunicazione ipertrofica: il colore nero,quasi come petrolio, imbratta le farfalle di carta le quali non sono più in grado di fuggire ed agire liberamente.

“Carta contaminata ed intrappolata. Ci sono anche delle farfalle bianche nell’installazione, mi piace far pensare che si possano salvare in qualche modo, o anche no.”

Human Needs @ Apertamente.

Human Needs @ Apertamente, Palazzo Palladini/Biondi- Pescina (AQ), 2-9 agosto 2013

Le farfalle  realizzate secondo la tecnica dell’origami raccontano la passione di Bruno per il lavoro metodico, la cura dei dettagli e la dimensione artigianale, in parte ereditati da suo nonno, un sarto con il quale per diverso tempo ha diviso lo studio.

L’estrema pulizia e il minimalismo che caratterizzano le sue opere dimostrano la continua ricerca di un’armonia negli oggetti e nelle cose oltre l’apparente caos del dato materico dello smalto nero.

Bruno Cerasi, Self-portrait in studio.

Self-portrait in studio with butterflies, December 2013.

Nel 2013 Bruno ha preso parte alla Triennale di Istanbul con CONTAMIN#ART#ION. La cornice del quadro non delimita l’opera d’arte la quale si espande nel mondo esterno sottoforma di informazioni e dati.

“Ho inserito i cancelletti nel titolo per richiamare l’uso eccessivo degli hashtag, spesso e volentieri per pubblicizzare in modo sterile l’arte, finendo per toglierne sempre più il suo reale valore.”

"CONTAMIN#ART#ION", Installazione.

“CONTAMIN#ART#ION”, Installazione, Legno, smalti, acrilici, nastro VHS, lana, corde,  2013

Frutto di un progressivo lavoro di riduzione, le opere di Cerasi testimoniano la volontà dell’artista di allontanarsi volontariamente dalle infinite possibilità del mondo dei colori. A partire dalla realizzazione di installazioni che prevedevano l’uso esclusivo di magenta, ciano, giallo e nero Cerasi ha continuato  il suo cammino verso una radicale visione in bianco e nero. L’installazione CMYK_PATHS  concepita come un percorso all’interno del locale La Designeria è stata l’ultima opera  a colori realizzata da Bruno.

Bruno Cerasi, CMYK_PATHS @ LaDesigneria.

CMYK_PATHS @ LaDesigneria – Pescara, febbraio 2013

Oxygen, rappresenta dunque l’ ulteriore passo verso un minimalismo estremo. Il bianco è chiamato a dialogare non più con lo smalto nero e la sua ingombrante presenza materica ma direttamente con la luce, elemento introdotto da Giustino Di Gregorio. A tratti ipnotica, l’installazione mostra ciò che rimane di un letto  strappato nel mezzo; le due parti tuttavia non risultano completamente avulse l’una dall’altra: una serie di fili  intrecciati sui quali vengono proiettate  sottili lame di luce bianca testimonia la persistenza di un legame, nonostante tutto.


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