Paolo Zardi e il premio Strega

Letteratura

La Neo Edizioni e il pallino per la letteratura viscerale

31 Ago , 2015    Autore:   

Parlare con Francesco Coscioni della Neo Edizioni è stato un piacere, un’esperienza entusiasmante, una gioia: peccato non ci fosse anche il suo alter ego Angelo Biasella! Sarà per la prossima volta, nel frattempo godiamoci questo piccolo viaggio

La Neo Edizioni da Castel di Sangro al premio Strega

In un giorno affollato, in una piazza assolata, ho avuto modo di parlare con Francesco Coscioni, socio fondatore della casa editrice Neo Edizioni, incuriosita dalla notizia che uno dei loro scrittori, Paolo Zardi, era stato candidato al Premio Strega. Il libro in questione è XXI secolo e racconta di tempi di ira, di profondo rancore, parla di relazioni, di illusioni e rivelazioni, è letteratura ‘priva di dettami e condizionamenti, di ipocrisie e riverenze, di tradizionalismi e prudenza’.

L’esperienza Strega

Per quanto ci riguarda, l’esperienza è stata strepitosa, galvanizzante, divertentissima, per gli incontri fatti, le conoscenze, i discorsi, l’affetto e le risposte che abbiamo avuto tanto dal mondo editoriale e dai lettori, e soprattutto gli aperitivi tra noi della Neo. Ne usciamo con grandi soddisfazioni: al di là dell’essere entrati nella dozzina – risultato epocale per una casa editrice giovane come noi e che ci ha permesso di conoscere il Premio dal di dentro -, la rete, i social, hanno eletto XXI Secolo di Paolo Zardi come il loro vincitore e la Neo come la casa editrice più interessante. Ne prendiamo atto pur sapendo di aver lavorato tantissimo sul web, pur sapendo che molti nostri lettori il web lo abitano, pur sapendo che il binomio XXI Secolo/Neo Edizioni ha in sé anche un valore simbolico, rappresenta qualcosa di più di un romanzo/casa editrice, soprattutto all’interno del più importante premio letterario italiano. Ma, appunto, è un fatto e il web è un luogo estremamente libero, spontaneo, lontano da servilismi e collusioni.

Da dove nasce l’idea per la raccolta ‘E morirono tutti felici e contenti’ a cura di Massimo Avenali?

E morirono tutti felici e contenti’, è il nostro primo libro per cui facemmo questa chiamata alle armi agli autori per capire se erano interessati a partecipare al progetto. Era, per noi, l’unico modo per farlo, abbiamo avuto 120 adesioni e proposto: ‘A voi arriverà una fiaba sorteggiata da noi, il modo di affrontarla è tramite il sarcasmo, con una rivisitazione totale in chiave per lo più contemporanea’. Ne abbiamo scelti 18. Tra tutti, aveva partecipato anche Paolo Zardi, ma stranamente non l’abbiamo scelto e questo, ci ha detto, gli ha fatto capire che veramente facevamo selezione. Tra i nomi c’erano diversi scrittori di talento, Giovanni Di Iacovo, Gianni Tetti, Roberto D’Egidio, Srecko Yurish, Dario Falconi, Carla D’Alessio e molti altri. Alcuni di loro, come Gianni Solla, Nicola Manuppelli hanno pubblicato per altre case editrici italiane, come la Marsilio. Paolo, poi, ci ha proposto una raccolta di racconti, ‘Antropometria’, perché era incuriosito dal nostro modo di lavorare e quando l’abbiamo letta, siamo rimasti fulminati perché rientrava perfettamente nella nostra linea editoriale, in quella che è la collana ‘Iena’, di scoperta delle nuove voci italiane che avessero uno sguardo più laterale con uno stile più personale, uno dei libri di cui andiamo più fieri.

A proposito delle collane che proponete hanno nomi particolari: Iena, Potlatch, I Nei, Dry, Cromo e Intimate: perché questa suddivisione?

Iena’ incarnava inizialmente quella che è la nostra linea editoriale, ricerca di sguardi che fossero laterali, inconsueti, rispetto ad altri libri. C’è uno stile e una visione diversa, molto particolare, inattesa, di cui si legge poco. ‘Potlach’ è la collana dedicata agli autori stranieri, anche qui ci sono autori sconosciuti ed esordienti in Italia, che all’estero sono, invece, già stati pubblicati e sono piuttosto famosi, ne abbiamo tre fino ad adesso. ‘Dry’ è la collana che racchiude proprio i romanzi più canonici, freschi e divertiti, con un focus sulla storia e uno stile più fruibile, per una fetta di lettori più ampia, dai 20 ai 60 anni. ‘I Nei’ sono i fuori collana, progetti molto interessanti, come ‘Coi binari fra le nuvole dello scrittore modenese Riccardo Finelli, incentrato sulla transiberiana d’Italia, il monobinario, cuore centrale fra Pescara e Napoli, che collegava il Tirreno all’Adriatico, classe 1893. Quando la linea ferroviaria è stata dismessa, era rimasto solo questo monobinario, che serviva tutta la comunità, dall’Alto Sangro all’Alto Molise. Nel 2011 hanno chiuso la linea ferroviaria, non sono passati più treni e questo giornalista modenese, che se n’era innamorato, ha pensato che se non poteva percorrerla con il treno, l’avrebbe attraversata a piedi. Finelli ha fatto 130 chilometri di trekking senza mai lasciare i binari, è partito da Sulmona, ha scavallato l’Appennino ed è arrivato a Carpinone, ci ha messo quattro giorni. Poi, l’ha raccontato. Noi pensavamo fosse un libro molto legato al territorio e che quello potesse essere un po’ l’ambito, invece ha avuto un successo pazzesco in Abruzzo, ma soprattutto fuori.

Abbiamo, inoltre, attivato la collana dedicata alla Graphic Novel, ‘Cromo’, il primo libro si chiama ‘Pompei’ dell’illustratore che fa tutte le nostre copertine. Già da un po’ volevamo avviare una collana per i fumetti, era da un anno e mezzo che cercavamo e poi all’improvviso è sbucato Toni Alfano e ci ha proposto un fumetto, bellissimo, particolare, che era perfettamente in linea con noi, una vera e propria epifania e ha avuto un ottimo successo. Non parla della città di Pompei ma la usa come metafora di quello che lui racconta, non è un fumetto lineare, non c’è una storia che parte dal punto A e arriva al punto Z, è circolare, è una prima persona che parla della contemporaneità, di come il protagonista si smarrisce nella società, facendo ciò per cui non sei portato.

Un consiglio ai LETTORI VISCERALI, CONSAPEVOLI, IRRIVERENTI, CURIOSI, DISSACRATORI della vostra casa editrice.

Iniziate questo viaggio con loro (gli scrittori), gli dovete dare la mano e come qualunque viaggio giusto, la prima cosa che farete è perdervi, smarrirvi, per poi ritrovarvi alla fine cambiati.


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