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I Cuffiettari #4: Nemesi fa ascoltare i Christine Plays Viola

17 Feb , 2015    Autore:   

Oggi, cari Cuffiettari, ci facciamo un bel giro nel darkwave, post-punk e nel gothic-dark dei Christine Plays Viola

I Christine Plays Viola, abruzzesi doc (precisamente di Pratola Peligna), nascono nel 2008 e qualche anno dopo fanno uscire il loro primo lavoro, Innocent Awareness. Nonostante il genere proposto, riescono comunque ad attirare l’attenzione ed a farsi notare; sfornano durante gli ultimi anni un promo e Leocadia, fino ad arrivare nel 2014 con Vacua, concept album ispirato alle pitture nere di Goya. Così, proprio come il pittore, si sono buttati nella loro casa oscura (uno studio di registrazione) dando libero sfogo alla loro creatività.
Di certo questo lavoro rappresenta la conferma della strada da loro intrapresa, quel non cedere a compromessi e soprattutto la voglia di portare avanti un progetto ambizioso (soprattutto di questi tempi), riprendendo un vecchio filone di musica che forse qualcuno aveva dimenticato o rimasto alla conoscenza di pochi eletti.
Vacua parte con la strumentale Awaking of the Damned, dove piano e percussioni la fanno da padrone, catturano l’attenzione, ma soprattutto creano un’atmosfera tale da voler sentire dove andranno a parare con le tracks successive. Poi arriva Slaughter Of The Black Sun, singolo lanciato come anteprima dell’album, dove la voce femminile di Aurora Canfora dà una nota quasi pulita, meno oscura, creando un ottimo contrasto con quella di Massimo Ciampani, lead voice del gruppo.

E’ un lavoro in cui tutte le influenze delle band si mescolano bene tra loro, andando a creare un lavoro in cui si alternano i tratti più duri delle darkwave a quelli più melodici del post-punk, come in Threatening Clouds Of Surrender, dove la scuola dei The Cure rimane una delle influenze più vive di quest’album.

Scattered in the dust (slay with dismay) rimane una delle canzoni che ha attirato di più la mia attenzione, forse perché rappresenta la summa di questo album, tanto vicino a quelle tradizioni musicali con cui sono cresciuta ed a cui sono affezionata.

Mi rendo conto che la mia proposta esce fuori da ogni schema tradizionale, ma il mio oggi è un invito a favi un viaggio (magari grazie a me) attraverso sonorità fuori dai canoni che in fondo ci rimangono ostiche solo perché non siamo abituati a sentirle. Il mio obiettivo rimane sempre lo stesso: farvi spegnere la solita solfa che vi propongono in radio e non. La musica, vi posso garantire, sta da tutta altra parte.
Stay Tuned!


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