Linguaggi

Lemmario dell’Abruzzo Immaginario #8

30 Mag , 2014  

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Ecco il Lemmario numero #8, quell’Abruzzo Immaginario che il Marco Taddei va a raccontarci:

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Luoghi

Kvlto #4: People from montagna

23 Mag , 2014   Gallery

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E sono quattro gli articoli della rubrica Kvlto, serie di testi legati alle antiche usanze della terra d’Abruzzo sapientemente tessuti da Antonio Secondo. Questa volta il nostro beniamino è più agile che mai, mentre si inerpica con le parole sui sentieri del comprensorio del Sirente, raccontandoci gli sforzi dei cafoni che la vivevano e la coltivavano, antiche genti molto lontane dall’idea contemporanea di verde, benessere fisico e GPS in tasca che ci propugnano gli “amatori” della montagna.

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Linguaggi

Il linguaggio della natura: l’arte di Idrami Animabili.

22 Mag , 2014  

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Questo mese  raddoppiamo  grazie ad Idrami Animabili il duo artistico composto da Chiara Druda  e Danny Jorket. Il progetto nato nell’autunno del 2012 sin da subito si è distinto per le numerose presenze registrate in tutta Italia all’interno di importanti festival ed eventi legati al mondo della Street art.  Come sempre ringraziamo gli artisti per l’immagine che farà da sfondo al nostro sito.

 

Idrami Animabili

Danny con Idrami Animabili hanno trovato un terreno di incontro all’interno del quale poter portare avanti un discorso artistico condiviso. Ciò non impedisce ad entrambi di intraprendere avventure individuali in contemporanea all’esperienza di Idrami Animabili.

“Idrami Animabili è una sorta di percorso, tutto ciò che incontriamo in un modo o nell’altro finisce per essere utilizzato, non c’è una divisione di ruoli, facciamo tutto insieme, liberamente, rispettando la libertà dell’altro.”

 

Idrami Animabili @ ex SNIA VISCOSA (Rome, Italy)

Danny e Chiara si esprimono soprattutto attraverso la creazione di graffiti in contesti urbani. Nei loro lavori  tuttavia confluiscono materiali e tecniche differenti,  in un groviglio creativo capace di accogliere pittura, ceramica, stencil, scultura e sticker art.

 

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Elogio di Leonardo. Opera Pubblica presso Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci Pescara (particolare)

 

Ogni opera  si sviluppa in armonia con l’ambiente circostante per restituire agli scenari cittadini una traccia del mondo naturale perduto. Ogni adesivo, disegno o piastrella testimonia questa volontà, con una particolare attenzione verso le piccole cose della natura, siano esse insetti, germogli o creature antropomorfizzate.

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Piro Project @ Artindipendenti Ex Snia

 

“Portiamo la bellezza e la lingua della natura dove non c’è più.”

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Affascinati dal linguaggio primitivo dei graffiti preistorici Chiara e Danny nei loro lavori inglobano elementi decorativi e simbolici, imput visivi e figure nate dal miscuglio di forme umane ed animali. Soggetti visionari che ancora una volta sottolineano il profondo legame tra l’arte di Idrami Animabili ed il mondo naturale.

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Ultimatum, Boom art festival , Gran Teatro Puccini (opera permanente), Viareggio

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Chiara e Danny insieme ad altri numerosi artisti fanno parte di una rete di scambio di opere d’ arte su formato adesivo. Tuttavia le azioni artistiche di Idrami Animabili non si fermano alla semplice Sticker Art; Danny e Chiara, partendo dai medesimi presupposti degli adesivi, diffondono nei diversi contesti urbani le piastrelle realizzate in ceramica. Concepite come inserti altamente significanti, il loro valore va oltre il semplice decorativismo sebbene la loro presenza si accordi perfettamente con il contesto circostante.

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Roma, Viareggio, Lucca, Pescara, Ancona sono alcune delle città in cui osservando con particolare attenzione si possono trovare le loro piccole creazioni. La loro disposizione può essere casuale o stabilita in base ai criteri di visibilità, rispondendo comunque alla volontà di lasciare tracce significative e resistenti nel tempo.

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La multiforme attività di Idrami animabili si esprime dunque attraverso forme, materiali e tecniche differenti. Non solo street art in senso stretto, ma anche opere pubbliche ed oggetti di uso comune in ceramica. Germina, opera commemorativa realizzata a Pineto, si compone di tre sculture in pietra della Majella con inserti di ceramica dipinta e ferro lavorato a mano.

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Germina

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Nell’estate del 2013 a Francavilla al Mare, Idrami Animabili ha realizzato per l’evento Michetti OFF l’opera Trancio. Collocata sulla parete del sottopasso che dalla chiesa di Santa Liberata porta a Viale Nettuno il lavoro si presenta come il giusto mix tra disegno e  ceramica. Il corpo del Leviatano, il mostro marino della tradizione cristiana e dalla forza incontrollabile, si sviluppa in un contesto urbano a simboleggiare la perdita della sua potenza; la testa è stata invece realizzata su uno dei cassoni del porto alla foce del fiume Alento.

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Trancio

Il significato del soggetto biblico viene però rovesciato: la terribile creatura che nella bocca trattiene un uomo diventa l’elemento capace di riconciliare l’uomo con l’ambiente naturale, restituendolo al mare

 Realizzazione Trancio – video di Lorenzo Kamerlengo

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Trancio, particolare del porto

 


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Luoghi

Abruzzo weird tales #1

14 Mag , 2014  

Abruzzo weird tales #1

La seconda puntata dell’orrorifico-fumettoso racconto copertina di Davide “Dartworks” Mancini

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Archivio

Stereotipial #1: come farsi una pera?

11 Mag , 2014  

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Come farsi una pera*

Salve, oggi vogliamo spiegarvi come ci si fa una pera. Interessante, vero?

Le pere sono molto, spesso troppo, appetibili, e vorremmo capire la tecnica giusta per somministrarsele. Questo tutorial risulterà molto utile a quelli, giovani e meno giovani che, per un motivo o per un altro, si trovano a dover affrontare lo scoglio della prima pera. E’ difficile pensare che non abbiate mai sentito parlare di pere e delle leggende, spesso diffamanti, raccontate sul loro conto. Vorrei precisare una cosa, semmai ce ne dovesse essere bisogno, le pere non fanno male, anzi, sono spesso una scappatoia contro i mali del vivere moderno e trovano tanti fan tra le persone che amano godersi la vita e la natura.

Il video che segue vi spiegherà, meglio di mille parole, come farvi la vostra prima pera…

 

 

 

 

Sperando di essere stati utili alla vostra forma mentis, vi diamo appuntamento al nostro prossimo tutorial.

*V’è piaciuto il trucchetto? E allora siete i benvenuti in Stereotipial, raccolta di tutorial ricreativi sugli stereotipi che tenta di far “riflettere giocando” sull’uso delle parole e delle espressioni. Ogni giorno usiamo o ascoltiamo parole senza meditare sul loro reale significato e suoi loro usi. Questa “automatica leggerezza” ci fa scivolare su grandi buccioni di banana linguistici che spesso alimentano i luoghi comuni , gli stereotipi e possono addirittura divenire veicolo di pregiudizio sessuale, razziale e sociale. Pensate solo a quanta ilarità o imbarazzo crea l’uso di certe espressioni “a doppio taglio” tipo bocchino, banana o sega.

James Noise per SUBcity.it

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Archivio

Pescara, Rancitelli: Orto con arte, gli artisti mettono i piedi nella terra.

9 Mag , 2014  

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L’Orto Urbano di via Sacco ne ha combinata una delle sue, invitando per la colazione di Sabato 10 maggio, alle ore 9, alcuni degli artisti della scena creativa abruzzese.

A piedi nudi nella terra gli artisti sono invitati a riscoprire le protuberanti carezze della grande madre, e poi, ispirati da questo abbraccio panico, potranno realizzare un’opera a loro piacimento e donarla a questo pezzo di terra verde nel bel mezzo dei palazzoni cittadini. I piedi nudi si andranno a ficcare nella terra lavorata da quelle persone che si incontrano e si confrontano spontaneamente per ribadire l’importanza del legame tra l’uomo e la natura. Gli artisti in questione, rigorosamente citati in base alla lista completa che troverete nella seguente locandina, sono Gloria Sulli, Marco Bevilacqua, Rossella Fauro, Claudia Di Domenica e gli altri:

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 Orto con Arte, programma e elenco artisti

Bisogna capire la terra

– Bisogna capire la terra – predicano, quasi anacronisticamente, gli agitatori dell’associazione culturale Radici e i contadini urbani che curano l’orto, alla testa di numerose iniziative coraggiose e sudate che vogliono affermare l’importanza e la centralità della terra nelle nostra vita. Bisogna sempre ricordare che il nostro cibo, la nostra acqua e l’essenza stessa della nostra vita provengono dalla natura, di cui la terra è una madre impossibile da ripudiare, pena la nostra stessa esistenza su questo pianeta.

Si cerca di dare nomi accattivanti (anglosassoni?!) alle buone pratiche di riscoperta del legame con la terra: guerrilla gardening, social farming e tutti questi anglicismi che rendono esotico quello che il conformismo dettato dalla cultura del consumo, per dirla con Pasolini, ha voluto cancellare dal nostro dna di italiani: il legame con la natura e il nostro essere spontaneamente e proficuamente legati al ritmo delle stagioni e alla terra, quella da lavorare con saggezza e dedizione, sacrificio e sudore.

Pier-Paolo-pasolini-Scritti-Corsari-Abruzzo

 Pasoliniana memoria

Pasolini predicava conservatorismo, a detta di molti intellettuali del tempo, ma bisogna ammettere che in quanto a distacco dalle nostre radici e ad omologazione nel consumo, abbiamo fatto molta strada, avvicinandoci alle sue previsioni più pessimistiche.

La nostra cultura contadina si è evoluta in cultura delle produzioni di massa, sacrificando il tempo da dedicare alla terra per guadagnare i soldi utili ad aderire ai consumi di massa, o, se il reddito è più alto, a distinguersi all‘interno dei consumatori, comperando merci e servizi d’élite capaci di farti essere diverso, spendendo un prezzo più alto: produci, consuma, crepa, a dirla con Giovanni Lindo Ferretti.

CCCP, Morire dall’album “Affinità e divergenze…”

Prima abbiamo acquistato le comodità elettrodomestiche (frigorifero, lavatrice etc), poi abbiamo acquistato gli hobby (dischi, televisori, vestiti) e adesso spediamo tanti soldi per acquistare prodotti biologici, o presunti tali, che ci permettano di avere quell’alimentazione sana e libera dagli inquinamenti che il modello di produzione intensiva e su larga scala ha provocato. 30 anni fa ci coltivavamo da soli i prodotti “biologici” e li condividevamo insieme ai nostri amici e vicini di casa, adesso, invece, comperiamo gli smartphone per fotografare noi stessi, i nostri ortaggi biologici e i nostri manicaretti per condividerli con i nostri amici virtuali e mangiarli in solitaria o con pochi intimi nel vuoto di una cucina cittadina, magari arredata con mobili di arte povera o vintage di quelli che nostra nonna ha usato per cinquanta anni e che i nostri genitori hanno di sprezzato perché ricordo di quell’infanzia pseudo-povera.

 “Tutti per uno, tutto per me”

Nel frattempo il motto è “tutti per uno, tutto per me” mentre il senso di comunità, la volontà di confrontarsi e fare sacrifici per migliorare il futuro non solo nostro, ma delle nostra comunità, si trova solo in piccole, risicate e bistrattate minoranze della nostra società. La piazza reale è diventata quell’enorme centro commerciale pieno di tanti noi e la pratica più socialmente più in voga del momento è il selfie. Pasolini non aveva poi tanto torto, in fin dei conti osservando la socialità dell’Abruzzo, regione dal passato contadino e pecoraro, dove troviamo la maggioranza dei cittadini abruzzesi di sabato pomeriggio a perpetuare la pratica dello struscio, per anni perpetuata nelle piazze e nelle strade delle città e dei villaggi? Megalò, Centro D’Abruzzo, Auchan, Mall, Aquilone dove il messaggio e sempre lo stesso: consuma, consuma, consuma. E a questo punto non mi sembra il caso di scomodare il concetto di piazza come agorà, il luogo della democrazia per eccellenza. Ma questo richiamo alle radici greche della nostra cultura, sarebbe troppo facile per mostrare ai miei occhi e ai vostri i livelli di sviluppo a cui la nostra civiltà è arrivata.

 

la-folla-assalta-il-centro-commerciale

La nuova agorà e noi che la frequentiamo

Va bene, siamo stanchi dei pettegolezzi e della visione provinciale di un’italietta da Sabato del villaggio, e vogliamo evolverci, ma non credo che sostituire il concetto di piazza del paese bigotta e perbenista ad una piazza dei consumi individualista, materialista e cinica sia un passo avanti, tanto più che il pettegolezzo e il perbenismo spesso rientrano dalla finestra virtuale dei social network insieme ad un esibizionismo alla cento vetrine. Questo è un discorso lamentoso da sinistroidi conservatori, lasciamolo cadere nel silenzio e bolliamolo come tale per lasciarci consumare in pace: paghiamo 50 centesimi al litro quell’acqua che prima era gratis e sborsiamo 2 euro e più per quel chilo di quella frutta che fino a pochi anni fa il nostro parente contadino ci regalava e … continuiamo a insultare le nostre intelligenze di italiani facendoci insegnare come si fa a campare da quelli che non fanno che ripeterci “va’ a consumà caprun!!!”

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