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Kvlto #1: Il culto di San Venanzio

27 Feb , 2014   Gallery

Le tre croci incise

Ecco il primo appuntamento con la [rubrica] di Antonio Secondo Kvlto, serie di articoli legati agli antichi culti della terra d’Abruzzo riletti con la mente nel contemporaneo e con il gusto per il gotico.

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Più locali, più solidali

23 Feb , 2014  

Sottocosto trony pescara

Redistribuire significa essenzialmente attuare un’equa distribuzione della ricchezza del pianeta, intesa come bene comune che, in quanto tale, deve essere accessibile a tutti in egual misura.

Si tratta quindi di garantire a tutti gli abitanti della terra l’accesso alle risorse del pianeta. Secondo la teoria della decrescita infatti, ad ogni individuo deve essere garantita una condizione di vita dignitosa, in altre parole, dobbiamo ridimensionare gli sprechi: prendere quello di cui abbiamo bisogno piuttosto che produrre cose di cui potremmo fare tranquillamente a meno. Ridistribuire significa inoltre evitare la massiva importazione di materie prime e lo sfruttamento dei paesi poveri da parte dei paesi ricchi che, come l’esempio Cina insegna, cedendo quote di reddito maggiore ai paesi in via di sviluppo, potrebbero farli diventare dei mercati redditizi per le loro imprese. I paesi ricchi (e democratici) invece attingono a prezzi ridicoli alle risorse naturali dei paesi poveri per immetterle nei loro sistemi di produzione e ricavarne fortune planetarie.

Fermare la crescita illimitata (e insensata).

Guardando le cose sotto questa ottica, si palesa la necessità di fermare la crescita illimitata creando una vera a propria “rivoluzione culturale” che contribuisca, per dirla con Latouche, ad “adattare il sistema di produzione e i rapporti sociali in funzione di un cambiamento di valori”. Ridistribuire le risorse del pianeta in maniera equa ovviamente va di pari passo col ridurre l’impatto delle industrie, dello sfruttamento delle ricchezze naturali e della commercializzazione smodata da parte dell’uomo. Bisogna quindi ripensare l’intero sistema produttivo spostando la domanda dai beni materiali e durevoli, alla commercializzazione di servizi che tali beni offrono. Ecco quindi che si presenta una nuova idea di commercio e di servizi alla persona, da condividere in maniera collettiva (ad esempio l’offerta di servizi artistici e culturali).

Più locali, più solidali

Il concetto di ridistribuire, inoltre, si focalizza anche nell’urgenza di rendere i servizi, i commerci e le imprese più “locali”. Bisogna convertire alcune tipologie di industrie e considerare la possibilità di rilocalizzare la produzione, utilizzando il più possibile le risorse del territorio per soddisfare i bisogni della popolazione locale. Si deve valutare la possibilità di organizzare le imprese affinché siano volte alla produzione di risorse utili e necessarie che possano durare nel tempo, a scapito dell’ormai diffusa produzione di massa e usa e getta focalizzata alla vendita dell’ultimo modello. Come abbiamo già anticipato inizialmente, a questa ristrutturazione dei servizi e delle imprese, è necessario affiancare una parallela rivoluzione culturale: gli individui dovranno rivalutare l’idea di mettere in comune i beni naturali e materiali e renderli parte di un ciclo produttivo volto al servizio della collettività, accantonando l’idea del consumo fine a se stesso e della soddisfazione di quei bisogni creati a tavolino dall’industria per vendere.

 

 

 

 

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Linguaggi

Benjamin Murphy: “Nothing is more real than nothing”

16 Feb , 2014  

BenjaminMurphy

Nello spazio notoriamente dedicato agli artisti contemporanei abruzzesi parliamo di Benjamin Murphy. Il giovane artista inglese, primo ed interessantissimo ospite dello Stride:  per un paio di settimane l’artista verrà adottato dalla città di Pescara dove avrà l’occasione di realizzare diverse opere. Ecco una piccolissima galleria virtuale per conoscerlo meglio.

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Luoghi

Abruzzo weird tales #0

15 Feb , 2014  

Abruzzo-weird-tales-thum

Una serie di orrorifiche e fumettose copertine di storie da narrare di Davide “Dartworks” Mancini

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STRIDE Pescara: il potere sovversivo di un gesto spontaneo.

11 Feb , 2014  

BenjaminMurphy

Nothing is more real than nothing: la prima puntata dello Stride Festival avrà luogo a Pescara,  dal 16 al 21 Febbraio, quando Benjamin Murphy occuperà lo spazio del palazzo di Saligia con i suoi lavori al sapor di nastro isolante.

Il potere sovversivo di un gesto spontaneo ha un impatto crudo e capace di cambiare repentinamente la realtà. STRIDE, parola che veicola i significati di progresso, termine mutuato dalla lingua inglese, e contrasto, vocabolo pescato dal vocabolario italiano, possiede questo potere: questo è quello che ho letto nelle parole e nei gesti di Francesco Giorgino, in arte Millo, quando mi descriveva il concetto alla base dello Stride Festival, progetto nato in una serata passata al bancone di un bar, parlando della sua esperienza londinese e della scena artistica pescarese.

All’arrivo del primo cocktail, mentre noi ipotizzavamo la realizzazione di installazioni artistoidi e mostriciattole di artisti inenarrabili, Millo se ne stava appollaiato sullo sgabello di metallo scuro, semi addormentato e apparentemente privo di ogni stimolo. Ad un certo punto il guizzo: perché non facciamo una cosa con Benjamin? Disse lui. E chi è sto Benjamin? Ci chiedemmo tutti. Benjamin è un tape artist inglese, oltre che un pittore, che fa dei splendidi lavori con nastro isolante nero, su superfici esterne e interne. Sai che facciamo – continuò Millo – lo lasciamo per una settimana al settimo piano di questo palazzo, mettendogli a disposizione del nastro isolante, le finestre e gli specchi di tutto l’edificio e vediamo cosa viene fuori, ovviamente documenteremo tutto per postarlo sui vari Facebook, Twitter e Instagram, che ne dite? Ma che figata! Pensammo all’unisono mentre Millo stava già contattando Benjamin via social network. Nel giro di 20 minuti avemmo la risposta da Londra: si, ci sto, e sono contentissimo di venire in Italia, grazie.

Questa è la genesi del progetto STRIDE nato dal missaggio di fattori non convenzionali e configurato come un work in progress che continuerà a vivere solo se terrà i piedi piantati per le strade e negli entusiami dei suoi creatori e di voi fruitori. Il primo appuntamento, che potrebbe essere l’ultimo o il primo passo di una strabiliante escalation di Street art di qualità a Pescara, ci sarà dal 16 al 21 Febbraio: Benjamin Murphy mangerà e dormirà al settimo piano del palazzo Saligia per appiccicarlo dalla testa ai piedi con i suoi nastri isolanti. Il 21 febbraio si apriranno le porte dell’edificio e tutti quanti potrete ammirare da vicino la sua personalissima mostra, sperando che nel frattempo Beniamino abbia avuto almeno il tempo di farsi una doccia.

Nel frattempo, dal 16 al 20 Febbraio potrete seguire l’evoluzione delle sue opere su Facebook e su Instagram grazie agli scatti di Ivan Di Vanto e ai post spiccati dal mio potente smartphone, marchiato SUBcity. Ma se avete anche voi un potente smartphone, potrete diventare testimoni diretti della creazione, fotografando e commentando dal vivo il nostro Beniamino all’opera. Inoltre-ancora-assai potrete partecipare agli eventi di presentazione che si terranno in alcuni locali notturni della città e in alcuni negozi i cui nomi vi verranno comunicati in tempo reale sui social di SUBCITY e sulla pagina STRIDE .

E come la tradizione festivaliera italiota impone, ecco il dopo-festival, in un video report curato da Matteo Ferri per SUBcityTV


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Luoghi

Avventure Spazio Temporali in Abruzzo #3 – Penne

6 Feb , 2014  

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Simone Angelini per dar vita ad una grandiosa avventura a fumetti che vi farà girare come trottole impazzite tra il presente, il passato, il futuro e realtà alternative.

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Linguaggi

Lemmario dell’Abruzzo Immaginario #5

1 Feb , 2014  

lemmario abruzzo immaginario 5

Durante questo gennaio freddo come un cavallo morto ho messo mano a delle vecchie carte che trattano della vita e delle opere di don Ciambone, il Messia d’Abruzzo, nato e vissuto a Cappelle sul Tavo tra il 1866 e il 1889. Ho immediatamente elaborato un proto lemmario in ordine disalfabetico che ho desunto da documenti autografi del parroco che ha riordinato, reso riconoscibile al valgo e a volte “dialettizzato” gli elementi semantici riguardanti la sua funzione di pastore di anime nel piccolo borgo abruzzese.

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