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Alberto Di Fabio: Il battito universale del cosmo

22 Gen , 2014  

Spazio luce verde, Dittico, Acrilico su tela, 2010

 Alberto Di Fabio, avezzanese, annata 1966, è uno degli artisti italiani più apprezzati degli ultimi anni.  Figlio di un artista e di un’insegnante di scienze naturali, ha ereditato dai genitori la passione per l’arte e per la scienza riuscendo a sintetizzare entrambi gli aspetti  in una visione artistica totalmente incentrata sull’esplorazione della realtà.

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Neurone Rosa, Acrilico su tela, 2009

 

L’artista abruzzese completa la sua formazione artistica prima a Roma e poi a New York dove a partire dagli anni 90, entra in contatto con importanti esponenti del mondo dell’arte internazionale. Nonostante il richiamo delle grandi metropoli, l’artista resta intimamente legato al suo territorio di origine; le montagne e i paesaggi  della Marsica costituiscono infatti l’interessante base di partenza della sua ricerca pittorica. Dalla rappresentazione di paesaggi dal sapore metafisico, simboli di purezza e di elevazione spirituale, essa si sposta con il passare degli anni all’approfondimento dei meccanismi interni e dei ritmi che regolano il cosmo.

 

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Paesaggi della mente, Acrilico su tela, 2010

 

In perfetto equilibrio  tra la pittura astratta ed il realismo, le opere di Alberto Di Fabio incarnano il tentativo di rendere visibile attraverso la pittura ciò che normalmente è celato all’occhio umano. Gli elementi subatomici, il mondo dei microrganismi, l’elettromagnetismo dei nostri neuroni , ma anche la geografia di galassie lontanissime, sono alcuni dei  riferimenti reali riscontrabili nelle opere dell’artista.

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Senza titolo, Acrilico su tela, 2000

I suoi dipinti, strettamente legati alle teorie fisiche e scientifiche, riportano  alla mente le immagini dei libri di scienze della scuola; allo stesso tempo l’astrazione fantastica colloca queste opere in una dimensione onirica dove ciò che conta è una percezione istintiva delle realtà invisibili ad occhio nudo.

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Tensioni n.1 rosso, Acrilico su carta, 2006

Ciò che più interessa all’artista non è la rappresentazione scientifica di determinati  elementi, ma la possibilità di restituire sulla tela il senso di armonia e di caos alla base di ogni aspetto dell’universo. Dalle sue opere traspare un profondo senso di rispetto nei confronti del creato; tale sentimento lo ha spinto ad agire concretamente sull’isola di Ponza dove ha deciso di riqualificare, attraverso la piantumazione di oltre 400 piante, una valle utilizzata come discarica  . L’azione intitolata “Ri-impianto”,  si presenta dunque come una vera e propria opera sociale, volta a sensibilizzare gli abitanti dell’isola.

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Ri-impianto, fotografia digitale

 

Alberto Di Fabio nel corso della sua carriera ha collezionato una lunga serie di mostre. Nel 2012 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ha ospitato l’installazione Realtà parallele. Concepita appositamente per gli spazi della Gnam il lavoro rappresenta la prima esposizione personale dell’artista abruzzese presso un’istituzione pubblica italiana.

 Realtà-parallele,-2012

Realtà parallele, 2012

 

Nel 2013 le sue opere sono state ospitate anche a Londra presso l’Estorick Collection. La mostra londinese ha fornito l’opportunità di mettere in luce il legame concettuale che intercorre tra l’arte di Di Fabio ed alcune delle teorie affrontate dalle avanguardie storiche del Novecento, come ad esempio l’idea della luce maturata da Boccioni nei suoi primi quadri futuristi.

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Oltre l’orizzonte, Acrilico su tela, 2010

Contatto n. 4, Acrilico su tela, 2010

Umberto Boccioni, Idolo moderno,Olio su tavola, 1911

La volontà da parte dell’artista di  riprodurre le forze invisibili che regolano l’universo richiamano alla mente anche gli studi condotti da Giacomo Balla, altro celebre artista futurista. Quest’ultimo infatti dedicò numerose opere all’esplicazione di fenomeni e concetti riguardanti l’elettromagnetismo, la quarta dimensione, la velocità e la luce.

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Spazio luce verde, Dittico, Acrilico su tela, 2010

 

Nel 2010 in occasione della 61° edizione del Premio Michetti cinque opere di Di Fabio sono state esposte  presso il Mumi di Francavilla al Mare. Il dipinto “Senza titolo” del 2009 è stato donato dall’artista al museo entrando a far parte della collezione permanente dedicata al Premio. Nella stessa occasione all’artista è stato assegnato il Premio acquisto Dante Ruffini e Maddalena Pettirosso per l’opera Sinapsi+galassie del 2008.

  “Senza-titolo”,-Acrilico-su-tela,-2009

“Senza titolo”, Acrilico su tela, 2009


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Linguaggi

Lemmario dell’Abruzzo Immaginario #4

14 Gen , 2014  

lemmario abruzzo immaginario 4

Mentre con i colleghi dell’Ufficio per l’Abruzzo Immaginario si pasteggiava grassamente per santificare la festa del Natale, mi passò sotto il naso il Parrozzo, obsoleto ma glorioso prodotto della maestria culinaria delle Alpi Abruzzesi. Subito, anzi tosto, ho sentito il dovere di approntare una voce a riguardo sul Lemmario e, spingendo i miei compari all’azione, con la tavola ancora imbandita abbiamo afferrato calamai, libretti ed enciclopedie stagne per buttare giù una ricerca avulsa su questa capsula dolciaria dall’assetto misterioso.

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Rilocalizzare in Abruzzo: GAS e distretti solidali

13 Gen , 2014  

rilocalizzare

Dopo avervi dato degli spunti su come Riutilizzare le vostre vecchie cose, per questa seconda tappa del nostro viaggio verso la decrescita, vi parliamo del concetto di Rilocalizzazione, un’importante chiave di volta nel percorso verso una società più sana.

Rilocalizzare significa essenzialmente ricominciare ad utilizzare e consumare prodotti locali, eliminando quindi quei lunghi e costosi passaggi che avvengono dal produttore al consumatore quando si acquistano prodotti dalla filiera della grande distribuzione. La rilocalizzazione riguarda anche le idee, l’identità culturale e l’economia: da quando tutto intorno a noi è diventato globale e globalizzato, si è perso anche il concetto stesso di locale. Le realtà locali sono infatti considerate ormai solo come parte di un totale più ampio e tutti i potenti della terra si sforzano di ragionare in maniera globale, un esempio è la selvaggia spersonalizzazione delle identità culturali: ragazzi che, pur vivendo in aree del globo molto lontane e diverse tra loro, vestono allo stesso modo, hanno lo stesso taglio di capelli e lo stesso cellulare, ascoltano la stessa musica e, a volte, hanno addirittura gli stessi modi di fare.

Dimmi quello che mangi, ti dirò chi sei

La cosa che si è allontana di più dalla dimensione locale è l’economia: le piccole aziende locali vengono assorbite dai grandi imperi multinazionali, uniformandosi alla politica dei colossi aziendali che le detengono. Questi colossi, nella maggioranza dei casi, sono stranieri e tendono a limare le differenze culturali, al fine di proporre lo stesso prodotto/servizio a tutte le latitudini, con il risultato di uccidere la diversità locale. Capita sempre più raramente, infatti, andando a fare la spesa nel piccolo negozio sotto casa, di trovare prodotti locali eppure, soprattutto in questo periodo di crisi, dovremmo eliminare i lunghi viaggi dei cibi e delle bevande oggetto dei nostri consumi, evitando così che il denaro speso nelle nostre città sia guadagnato da aziende di altre regioni o, addirittura, di altre nazioni. Diminuendo il percorso che il nostro cibo deve compiere, si decimerebbero anche le spese per i trasporti nonché l’inquinamento prodotto dalle migliaia di mezzi destinati al trasporto di merci che circolano ogni giorno lungo le arterie stradali del nostro Paese. Da anni ormai si parla, infatti, di prodotti a km zero, intendendo con questa dicitura dei beni realizzati nello stesso territorio in cui sono consumati. Questa pratica è utile a incrementare l’economia locale e capace di risanare quella globale. Globalizzare, infatti, non deve obbligatoriamente significare accorpare e omologare le differenti realtà locali, ma può denotare un insieme mondiale di piccole realtà locali autonome, diversificate ma fortemente interconnesse tra di loro.

Gruppi acquisto solidale (G.A.S.)

In Abruzzo abbiamo degli illuminanti esempi di Rilocalizzazione nei Gruppi di Acquisto Solidale, i cosiddetti GAS: questi gruppi sono formati da un insieme di cittadini abruzzesi, spesso costituitisi in associazione, che prendono contatti con gli agricoltori, gli allevatori, gli artigiani e i produttori locali, per acquistare direttamente da loro i prodotti/servizi di cui hanno bisogno, riuscendo ad ottenere prezzi “all’ingrosso” e una qualità direttamente certificata. Il GAS nei fatti svolge il ruolo di distributore, sviluppando rapporti con i produttori, parlando con loro e testando i prodotti secondo i parametri della sostenibilità ambientale, della critica all’attuale modello di sviluppo uniformante e dell’ecologia. Il primo criterio rispettato da tutti i membri di un gruppo di acquisto è la solidarietà verso i piccoli produttori che forniscono i prodotti, verso i popoli del sud del mondo e verso tutti quei soggetti che, a causa dell’ingiusta ripartizione della ricchezza, subiscono le conseguenze inique del modello di sviluppo globale.

Distretti Economici Solidali

I GAS non sono altro che l’esemplificazione del concetto di Distretti Economici Solidali. Un Distretto Economico Solidale è l’unità costitutiva di una più ampia Rete Economica Solidale il cui obiettivo primario è quello di creare una connessione tra le varie realtà locali che ne fanno parte e realizzare circuiti economici alternativi ai cosiddetti “distretti commerciali” proposti ed imposti dalla globalizzazione. In questo modo si crea una rete di scambi in cui, le esigenze di tutte le figure che ne fanno parte (produttore, consumatore e commerciante), vengono il più possibile soddisfatte tramite la richiesta reciproca, permettendo inoltre di stabilizzare la ricchezza sul territorio e farla reinvestire sempre a livello locale. Un Distretto Economico Solidale è inoltre spesso caratterizzato dall’utilizzo di una cosiddetta moneta locale (o moneta complementare). Questa valuta, ovviamente, non sostituisce quella ufficialmente riconosciuta a livello nazionale, ma è diffusa a livello locale e funge puramente da strumento di scambio volontario. Lo scopo unico delle monete locali è infatti lo scambio di servizi e beni, non il risparmio o l’investimento. Solitamente queste valute complementari hanno un valore di scambio con la valuta ufficiale (di solito hanno lo stesso valore) e vengono distribuite in uguale quantità tra tutti coloro che fanno parte della comunità ed utilizzate con un’accettazione che varia dal 10 al 30%. In Italia già diverse Regioni quali Lombardia, Lazio, Piemonte, Trentino, Toscana, Marche e Campania, stanno attuando da diversi anni delle sperimentazioni sui Distretti Economici Solidali con risultati più che incoraggianti.

Photo (from youruownfood.org):
April | 2013 | Your Own Food


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I poveri Cristi

6 Gen , 2014  

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 Un tuffo nel mondo del gotico abruzzese con Antonio Secondo, questa è la volta della processione del Venerdì Santo di Sulmona

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Luoghi

Avventure Spazio Temporali in Abruzzo #2 – San Giovanni di Lucoli

6 Gen , 2014  

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Simone Angelini per dar vita ad una grandiosa avventura a fumetti che vi farà girare come trottole impazzite tra il presente, il passato, il futuro e realtà alternative.

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