Archivio

Il nostro smatphone è utile fin quando funziona

25 Nov , 2013  

8R decrescita: il riutilizzo creativo

La prima R della decrescita di cui vi voglio parlare prende spunto da una pratica “antica” che dovremmo far di tutto per conservare: il riutilizzo degli oggetti, di ogni destinazione d’uso e forma essi siano.

Questa pratica consiste nel riutilizzare gli oggetti riparandoli o trasformandoli in qualcosa d’altro, al posto di ricomperarli, mettendo mano ad un portafoglio sempre più vuoto e contribuendo ad accumulare rifiuti nelle nostre discariche sempre più piene. La consuetudine al riuso degli oggetti è scritta nelle nostra tradizione contadina custodita dai nostri nonni e nonne, maestri del fare di necessità virtù, riutilizzando, spesso in maniera creativa, gli oggetti già consumati o rotti. Da quando la società contadina ha lasciato il posto alla società dei consumi, il concetto di utilità di un oggetto è stato pian piano scalzato dal concetto di novità del prodotto. Quindi un cellulare che ha un anno, anche se perfettamente funzionante, viene accantonato per comperarne un altro, solo perché è l’ultimo modello, solo perché è nuovo: il nuovo è il valore supremo che si è sostituito all’utile.

Il nostro smatphone è utile fin quando funziona

Il Riutilizzare demolisce questa ossessione del nuovo come valore e fa tornare di moda il concetto di utilità e di necessità: il nostro smartphone è utile fin quando funziona, non fin quando ne esce il modello superiore.

La nobile arte del riparare

Un altro esempio di Riutilizzo ce lo portano i falegnami, i calzolai e le sarte che posseggono la nobile arte del riparare, allungando la vita a cose che altrimenti sarebbero buone per il bidone dell’immondizia. E come dimenticare i tecnici riparatori di elettrodomestici, di televisori e di materiale elettrico in genere. Inoltre, rivolgendoci a questi professionisti per sistemare le nostre  apparecchiature guaste o rotte , invece che ricomprarle, contribuiremmo anche a mantenere in vita delle professioni che sono sempre meno comuni. Infatti, anche nelle città abruzzesi, come nel resto della penisola, sono sempre meno i negozi di riparazioni che lavorano in maniera fruttuosa, soffocati  dai grandi centri commerciali e dalle catene di negozi di elettronica, testimoni di risse e calche di consumatori disposti a tutto pur di accaparrarsi il nuovo oggetto in offerta.

bottega_calzolaio-riutilizzo-subcity

Il riutilizzo creativo

Che dire poi di tutte quelle forme di riutilizzo creativo fai-da-te fedeli alla filosofia del Do it yourself? Un concetto questo che si intreccia in maniera stretta con quello del riciclo puro, ma che consiste nel riutilizzare un oggetto rotto trasformandolo in qualcosa che non ci saremmo mai aspettati: potremmo trasformare, col solo ausilio delle nostre mani e del nostro ingegno, un ferro da stiro in una lampada, per esempio. Questa pratica, oltre ad essere un ottimo metodo per riutilizzare apparecchiature ed oggetti rotti o mal funzionanti, potrebbe diventare un hobby divertente che stimoli la nostra fantasia e la nostra creatività, troppo spesso messe a tacere dallo stile abitudinario e conformista della società, e da quelle armi di distrazione di massa che possono essere i mass media.


Scarica l’articolo in formato PDF

, ,

Archivio

29 novembre

23 Nov , 2013  

Rubrica eventi di SUBcity

Pescara.

Il 29 novembre Andrea Appino, frontman degli Zen Circus suonerà dal vivo al Tipografia con il suo progetto “Il Testamento” uscito il 5 Marzo del 2013 per La Tempesta Dischi / Universal. Il concerto inizierà alle ore 22,30.

Il Tipografia si trova a Pescara  in Via Raiale, dalle parti del cementificio e della torretta dannunziana.

 

 

 

 

 

[ssba_hide]

Scarica l’articolo in formato PDF

Archivio

30 novembre

23 Nov , 2013  

Rubrica eventi di SUBcity

il 30 Novembre gli Zippo, stoner band pescarese che suona in tutta Europa, e i Simeon Soul Charger da Akron, Ohio (Usa) suoneranno al MuseoLaboratorio per festeggiare i due anni dalla sua apertura. Il concerto inizierà alle 22,30.

Il MuseoLaboratorio si trova a Città San Angelo, provincia di Pescara, via Vico Lupinato, 1.

 

 

 

 

 

 

 

 

Scarica l’articolo in formato PDF

Archivio

Yari DG: Realtà sotto osservazione

22 Nov , 2013  

Yari DG, Schizzi Umani

Un visita virtuale tra le opere di Yari DG

Prendete svariati elementi dell’immaginario pop,  aggiungete un po’ di sano gusto splatter, mescolate con colori accesi ed un pizzico di ironia ed ecco a voi le illustrazioni di Yari Di Giampietro in arte Yari DG.

Yari DG

Testàmorsi 9, Acquerello, 2008

 Le sue illustrazioni rappresentano un viaggio intorno ai temi della contemporaneità, letti attraverso la lente deformante della caricatura. Espressione di un’attitudine pop surrealista che però non trova spazio nei suoi dipinti ad olio, l’illustrazione è per Yari DG il mezzo attraverso il quale proporre immagini fresche e vivaci, all’interno delle quali confluiscono l’arte del fumetto, il mondo dei tatuaggi, l’ossessione per l’anatomia umana ma anche pezzi dell’immaginario comune che tradiscono una certa propensione per il macabro. Quasi tutte le illustrazioni di Yari sono realizzate ad acquerello e buona parte di esse sono state raccolte in tre serie distinte, Testamorsi, Schizzi Umani e Mithos.

 

Schizzi Umani 7, Acquerello

Schizzi Umani 7, Acquerello, 2011

Se i lavori di Yari potessero essere descritti da una canzone questa probabilmente sarebbe “Siamo fatti così”, sigla del cartone animato Esplorando il corpo umano. La passione per l’anatomia umana si accompagna infatti ad una certa attenzione riservata alle figure e ai modelli di comportamento della società attuale; la riflessione sull’agire umano diventa dunque uno degli elementi più caratteristici delle diverse illustrazioni.

 Schizzi Umani 1, Acquerello

Schizzi Umani 1, Acquerello, 2011

Le opere sono costruite a partire dalla progressiva stratificazione di dettagli e particolari riprodotti minuziosamente; la predilezione dell’artista per l’osservazione della realtà lo porta ad analizzare con estrema lucidità e tagliente ironia  alcuni degli aspetti della contemporaneità senza però arrivare ad una vera e propria critica sociale. La vena giocosa prende il sopravvento riportando il tutto ad un’atmosfera da cartoon capace di coniugare il grottesco con una spassosa irriverenza.

 Schizzi Umani 3,

Schizzi Umani 3, Acquerello, 2011

 

Il tratto caricaturale e l’ironia sono gli strumenti attraverso i quali poter indagare non solo i paradossi del mondo contemporaneo, ma anche per procedere ad una rilettura degli stereotipi locali come nel caso di questo godereccio Guerriero di Capestrano.

 Guerriero di Capestrano, acquerello,

Guerriero di Capestrano, acquerello, 2011

 

L’attenzione per i dettagli  è una cifra caratteristica  anche dei lavori realizzati ad olio: l’osservazione,  principale strumento di ricerca e di comprensione della realtà traduce sulla tela una totale fedeltà al dato oggettivo. Ogni accento ironico e surrealista viene eliminato in favore di una precisa trascrizione del mondo reale.

Luce, olio su tela

Luce, olio su tela, 2007

“Per quanto riguarda la pittura è tutto un altro discorso; per me la pittura ad olio è tra le varie discipline figurative la più alta! per questo porto avanti un discorso di trascrizione e osservazione totalmente diverso dall’illustrazione.” (Yari Di Giampietro)

 Yari DG, Olio su tela, 2010

Olio su tela, 2010

 Questo aspetto risulta evidente soprattutto nelle serie di dipinti raffiguranti delle mani. Concepiti come veri e propri ritratti, questi lavori si soffermano sulla descrizione della gestualità  nonché ai problemi relativi  a luce e spazio.

Resistance, olio su tela

Resistance, olio su tela, 2010


Scarica l’articolo in formato PDF

Archivio

Itinerari urbani: Pescara, la Città Satellite o San Donato, questo è il dilemma.

8 Nov , 2013  

Pescara-il-treno-di-via-Rubicone

Itinerari urbani verso la città Satellite per entrare in quel di San Donato, periferia ovest di Pescara.

La città satellite è un quartiere della zona ovest di Pescara chiamato così perché pensato come una città nella città, strettamente dipendente dal centro cittadino. La zona è conosciuta ai più come San Donato, denominazione che deriva dal colle che si interpone tra la città satellite e San Silvestro. L’area ha tutte le fattezze del quartiere popolare, e negli anni è divenuta terra di leggende metropolitane e murales di Dizney consumatisi troppo presto. Se siete dei veri non turisti sicuramente adorerete i suoi scorci grigio – screpolato da periferia urbana, popolata da lunghe file di palazzoni, dalle forme singolari, capaci di ospitare un numero apparentemente illimitato di abitanti. Se siete dei veri non turisti saprete camminare in questo rione senza dare troppo nell’occhio.

Venendo dal Palazzo Fater, attraverserete una rotonda, posta nel bel mezzo di via Rio Sparto, per approdare sull’altra sponda del nostro viaggio, traghettati nel rossore dei palazzi in serie del quartiere satellite. Sulla vostra destra troverete dei porticati con bar, cartoleria e fioraio e sulla vostra sinistra potrete ammirare l’architettura necessaria della chiesa di San Gabriele, finita di costruire nel 1966 su progetto dell’Arch. Francesco Speranzini.

L’edificio ecclesiale di San Gabriele fa parte, a mio avviso, di una di quelle tante chiese costruite nelle periferie delle città ed estremamente utili alla comunità, ma poco propense a finire sulle foto delle cartoline o sui libri di architettura. In ogni modo non si possono ignorare o disprezzare queste costruzioni necessarie alla vita della comunità e all’inclusione sociale dei suoi membri, quindi, se volete rafforzare la vostra sensibilità di non turisti, e la vostra capacità di trascendere la piatta facciata della cose, rivolgete uno sguardo bonario a questa chiesa, memore degli amori e delle morti degli abitanti del quartiere.

Uscite dal giardinetto della chiesa di San Gabriele e riprendete la vostra strada verso sinistra, per poi imboccare la prima strada a sinistra, rispondente al nome di via Rubicone, sulla vostra sinistra si snoda il treno, costruzione mitica costituita da un’infinità di alloggi popolari in sequenza, decisamente somiglianti ai vagoni di una treno.

Questo è il cuore del quartiere San Donato, luogo in cui avreste potuto incappare in brutti incontri, alcuni anni fa, non che adesso sia consigliabile girarci dopo la mezzanotte, oppure dando nell’occhio con atteggiamenti da “guappo” o da curioso, ma non me la sento di sconsigliarvi questa zona per un eccesso di fifa o di prudenza perché, per ogni suo abitante poco avvezzo alla legalità, ci sono almeno dieci rispettabilissimi cittadini che vivono in questi palazzi, onesti lavoratori e lavoratrici, madri e padri di famiglia.

Dopo aver percorso tutta via Rubicone ed esservi lasciato alle spalla l’ultimo vagone del treno, girate a sinistra e, dopo aver superato un chiosco di giornali, svoltate a destra, per immettervi di nuovo in via Rio Sparto, diretti verso la Cittadella Giudiziaria, penultima tappa di questo itinerario urbano della parte più a ovest di Pescara Portanuova.

Scarica l’articolo in formato PDF

, ,