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La Pescara di Mutiny: demotivatori culturali e cover band di “sta-minchia”

29 Ott , 2013  

Pescara. Mutiny. The vibrators live

“Sembra che alla polizia, ai vigili e ai cittadini insonni di questa città saltino le coronarie solo se sentono una nota suonata da uno strumento reale, ma rimangono impassibili se il suono proviene da una fottuta consolle”

Questa è la realtà con cui Mutiny ha dovuto spesso confrontarsi, perché i pensionati insonni muovono la vita culturale pescarese, soprattutto se muniti di telefono e forze dell’ordine all’altro capo del filo, e la città che fu di Flaiano a D’Annunzio ospita alcuni fra i migliori demotivatori culturali al soldo dell’Inps. Ma il collettivo Mutiny, che collettivo non è visto che ama definirsi come “un nome che io (Federico) e Luca (Falcone) abbiamo deciso di dare a ciò che facciamo da quando siamo ragazzini ovvero cercare di organizzare e trovare spazi per suonare e far suonare la musica che ci piace” è un concentrato di “supereoi contro la municipale” che sa come fronteggiare gli assalti dei demotivatori pescaresi e gli avanzamenti delle cover band di sta-minchia che dilagano nella città natale d’annunziana.

La scena musicale pescarese

Quando gli Ammutinati aprono la bocca, per dire la loro sulla scena musicale cittadina, ti scende quasi la lacrimuccia, perché questi disertori guidano la scialuppa di salvataggio verso orizzonti necessari alla sopravvivenza di una vera cultura musicale, impavidi sventolano il vessillo di una musica di “strada” e di un pubblico che la sostiene, in fibrillante attesa del “concerto sotto casa, dell’aggregazione e degli spazi” per non essere più ostaggio dei “dj-set preconfezionati e delle cover band”, sotto-entità musicali che “parlano con le parole degli altri perché non hanno niente da dire e perché cercano il facile consenso, senza creare né lasciare nulla alle generazioni che crescono, se non il triste messaggio fatti due soldi con ciò che è stato già fatto, è il meglio che puoi fare“. E adesso asciugatevi gli occhi, che la compagnia degli Ammutinati non ha nessuna intenzione di commuovervi ma, al contrario, di far rinascere la vostra voglia di urlare tutta la rabbia che avete in corpo, suonando la vostra musica e usando la vostra creatività, col linguaggio a voi più famigliare “fregandosene del facile consenso, buono per i locali dove si balla sui tavoli”.

Coltiviamo la rabbia dal 2009!

Creare una scena musicale, coltivare la creatività svincolata dal mercato e dalla convenienza, collaborare con collettivi e gruppi affini, questo è quello che fa Mutiny dal 2009, anno in cui Luca, Federico, Francesca “Nana” Di Santo e Lo Smilzo vanno in onda su Radio Città con il programma “From the east cost”. L’anno dopo Mutiny è al Lalla, per organizzare la serata del mercoledì, dando spazio alla musica Punk, Hardcore, Ska, Rockabilly e portando al Qube club la storica punk band britannica Vibrators.

E poi non possiamo dimenticare il “Joe Strummer tribute”, serata in onore del leader dei The Clash, che va ormai avanti da quattro anni e che si è “fregiata” anche di un’aggressione di gruppi antagonisti, con molta probabilità di destra fascista, a dimostrazione del fatto che gli Ammutinati smuovono le acque, creano dissenso e pensiero critico, dando fastidio a qualcuno.

Il Pescara Hardcore Fest VI è un’altra spilletta sul bavero dei cappottini neri di Luca Falcone e compagni. In questa occasione gli Ammutinati hanno dato una mano al Pescara Hardcore Movement di Ivano Di Marco e soci, ospitando in quel di Topografia una parata di gruppi iper-attivi nella scena hardcore nazionale e internazionale:  Strenght approach, Vibratacore, MUD,  Still Nervous, Lexicon Davis, SexSaints, Starless, oltre al gruppo punk formato da alcuni dei componenti di Mutiny KEET’EM MURT .


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Itinerari urbani: Pescara Portanuova, le strade comunali di Fuksas.

29 Ott , 2013  

Pescara e Fuksas visti dalla prospettiva giusta

Scesi dal treno alla stazione di Porta Nuova vi ritroverete in una Pescara che nessuno vi ha mai raccontato: è la Pescara verace che si trova sulla sponda sud del fiume omonimo, distinguibile dalla sponda nord chiamata storicamente Castellammare Adriatico.

Scese la scale della stazione sopraelevata e lasciatala alle vostre spalle percorrendo il sottopasso, venite proiettati in uno scorcio di periferia spoglio ed estremamente anti-turistico ma, se avete deciso di leggere questo articolo, non penso siate di quelli che sono alla ricerca di paradiselli artificiali per turisti distratti dall’attesa della movida notturna, o mi sbaglio? Se ho detto qualcosa di sbagliato, vi prego di abbandonare la lettura di questo articolo e dedicarvi alla sezione eventi del nostro sito. In caso contrario o nel caso voi siate degli studenti di architettura, degli appassionati o degli ARCHITETTI, non tergiversate, attraversate la strada,  lasciandovi la stazione alle spalle, e dirigetevi verso sinistra.

Fater-Fuksas-Pescara-Portanuova

uno strano cappello dalla circolarità sbilenca a coprire il capo di una costruzione squadrata di specchi: Massimiliano Fuksas ne è l’autore, e il suo ingegno ha dato il LA alla riedificazione di un’area decentrate di fabbriche e capannoni dismessi, luogo dell’immaginario. Questo progetto di riqualificazione è  iniziato nel 2001 con la presentazione di “Porta Nuova 2000” alla Triennale di Milano, coinvolgendo, oltre all’architetto romano, Bohigas, Gregotti e Hahid: dopo dieci anni la zona presenta un’affascinante mescolanza di costruzioni ultramoderne ed edifici fatiscenti testimoni, insieme a voi, della lenta transizione verso la completa riqualificazione di questa area e del meraviglioso clima di tensione verso il contemporaneo che solo la giustapposizione di ere architettoniche così diverse tra loro può creare: un piccolo soffio di Berlino, a mio avviso.

Arrivando dalla stazione, il primo piano della "magione"

La sede Fater realizzata da Fuksas vi meraviglia per gli spazi vuoti e tondeggianti della sua struttura che lasciano penetrare la luce sin nelle stanze più interne dell’edificio, poi vi stordisce con la leggerezza di quel suo movimento sbilenco fino a farvi percepire quel cielo lì sopra a due gradini dal marciapiede in cui sostate. Adesso staccate gli occhi dai “brutti scherzi” percettivi fuksiani, e proseguite il cammino verso il palazzo marrone, quello rotondo per metà e col piccolo porticato dalle colonne bianche, l’avete visto? Bhè, tornate sulla strada principale che porta nel suo nome tutto il sapore della periferia: Strada Comunale Piana.  Se proseguirete verso destra raggiungerete il quartiere San Donato e la chiesa di San Gabriele: in pochi metri passerete dalla concezione architettonica di un’archistar alla necessaria e ingegnosa edilizia popolare, assaporando così il gusto dell’impuro accostamento fra il passato, il presente e il futuro di questa parte di città, il cui destino sembra scritto in questo contrasto.

 La Fater a tutto tondo. Pescara


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Linguaggi

Ester Grossi: tra Neo pop e cultura popolare

15 Ott , 2013  

ester-grossi

Una visita guidata multimediale nell’arte di Ester Grossi 

L’artista abruzzese Ester Grossi, nonostante quello che lascerebbe presupporre la sua formazione, si esprime soprattutto attraverso la pittura. Le sue figure così come i suoi paesaggi sono essenziali, definiti da larghe campiture piatte che lasciano intuire una certa predilezione per la bidimensionalità delle forme. Un linguaggio pittorico che avvicina lo stile di Ester  al Neo Pop ma anche all’illustrazione e ad alcuni lavori di Tom Wesselmann. Un sintetismo che pur ricordando i lavori  di grafica realizzabili con programmi di disegno vettoriale è ottenuto con pennelli e colori acrilici: un lavoro minuzioso e precisissimo che mette in luce la particolare attenzione dell’artista per una finitura liscia, levigata.

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Le 8 R della decrescita in Abruzzo

14 Ott , 2013  

8 r decrescita felice

Otto casi concreti di decrescita felice in Abruzzo

La società della decrescita felice si basa sulla produzione di beni che soddisfino realmente i nostri bisogni e non di merci inutili prodotte e consumate per alimentare la crescita economica e per sopire, momentaneamente, le nostre frustrazioni. Il concetto di decrescita nasce dalla necessità di “ridurre” e adeguare i nostri valori morali e gli aspetti pratici del nostro quotidiano ad una dimensione naturale, più piccola e locale, piuttosto che abnorme e globale. Tutti noi possiamo dare il nostro contributo alla decrescita applicando al nostro stile di vita 8 semplici regole, necessarie per costruire una società fatta di relazione e solidarietà, capace di costruire rapporti umani sereni. Queste otto semplici regole, chiamate 8 R delle decrescita sono:

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Dieci Minuti

6 Ott , 2013  

dieci-minuti-subcity

Ogni nuovo impulso che arriva nelle lunghe conversazioni è sommariamente valutato, registrato e stoccato in un archivio infinito all’interno delle nostre sinapsi, sotto la dicitura “appena ho dieci minuti mi ci metto”.

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